Venezia

Il Canal Grande visto dal Fondaco dei tedeschi


Amo le foto.
Non amo farmi fotografare, ma questo scorcio su Canal Grande merita un’eccezione perché è uno scatto dalla terrazza del Fondaco dei Tedeschi, un tempo grande granaio veneziano, oggi, nuovo, elegantissimo, epicentro commerciale e culturale di Venezia; da lì, si fa esperienza di una veduta mozzafiato del Canal Grande e della città, che ha origine tra il 400 e il 500, quando le invasioni dei barbari costrinsero molti a rifugiarsi nella laguna. Sul Canal Grande si affacciano palazzi nobiliari finemente decorati. Palazzi unici: il Casinò Municipale; l’ultima residenza di Richard Wagner, il compositore tedesco che qui morì (1883); la residenza del poeta Pietro Bembo (1500); il palazzo dove fu arrestato il filosofo Giordano Bruno, bruciato a Roma, nel 1600, perché le sue dottrine contrastavano con quelle della Chiesa. Palazzi strani, come la Ca’ Bernardo, costruita in maniera così asimmetrica da apparire sbilenca. Non manca un Palazzo da scandalo, laddove era collocata la più famosa “casa di tolleranza”, da cui è nata la storia dell’ignobile macellaio Biagio, che faceva sparire nella sua bottega, i bambini concepiti in quel bordello. Tra i tanti Ponti mi ha intrigato il “ Ponte dei Sospiri”, che unisce le Prigioni Vecchie alle Prigioni Nuove. Il ponte serviva a collegare direttamente le stanze dove si giudicavano gli imputati, alle Prigioni Nuove. I condannati passando sul ponte sospiravano vedendo Venezia, per l’ultima volta, da uomini liberi. Che delusione: erano sospiri di condannati, non dunque sospiri degli amanti, come abbiamo creduto, con tutte le coppie del mondo che, lì, si fanno fotografare.

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