Uomini, mezz’uomini, ominicchi,.. quaquaraquà (Leonardo Sciascia)

di Anna Maria Onelli

21 settembre 2020

Leonardo Sciascia
Lo scrittore siciliano, Leonardo Sciascia, letterato, saggista e giornalista, nel famoso romanzo Il Giorno della Civetta, pubblicato nel 1960, si ispirò all’omicidio mafioso di un sindacalista. Nel libro, il padrino Mariano, così esprime il suo rispetto verso il capitano Bellodi che lo ha catturato: «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. 
E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi … E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»
Il termine siciliano ”quaquaraquà”, che richiama il verso dell’anatra, da allora si diffuse ed è rimasto in uso, per indicare una persona che parla molto, ma è priva di vere capacità, per questo non è ritenuta affidabile.

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