Toulouse-Lautrec (1864-1901) , fece di bar, ristoranti e bordelli la sua seconda casa.

di Anna Maria Onelli

22 ottobre 2019

"La Goule", manifesto del 1891, per pubblicizzare l'apertura del Moulin Rouge.
Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec (1864 - 1901).

L’artista, il cui nome completo era Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa, era nato in Francia, nel 1864, da una famiglia nobile che vantava origini risalenti a Carlo Magno.

Trascorse la sua infanzia nell’agiatezza dei palazzi di famiglia finché, attorno ai 14 anni, in due diversi incidenti si ruppe entrambe le gambe; seppure le fratture si saldarono, le sue gambe smisero di crescere a causa di una malattia genetica delle ossa, dovuta alla consanguineità dei genitori che erano cugini. I due arti non guarirono mai completamente e smisero di svilupparsi , così lui, alto solo un metro e 50 circa, divenne un adulto con le gambe da bambino.

Non accettava la propria condizione e si struggeva in bilico tra una ricerca continua di benessere o di autodistruzione.

Era la fine dell’Ottocento, il tempo della Bella Epoque, nasceva la fotografia, il cinema e i primi lampioni illuminavano Parigi, dove la vita notturna del quartiere, a  luci rosse, di Montmartre dava emozioni forti e lui elesse lì la sua dimora. Viveva tra le ballerine del can-can, tra i bevitori di assenzio e gli artisti bohémienne, utilizzando i bordelli del quartiere come suo studio. Beveva molto, dormiva nelle case chiuse e si innamorava delle ballerine, che disegnava all’interno del bordello, piuttosto sfatte ma reali, così come erano durante il giorno. Furono capolavori non compresi, il pubblicò si scandalizzò ed egli fu molto criticato. Condusse una vita dissoluta finché si ammalò di sifilide e morì il 9 settembre 1901, poco prima di compiere 37 anni.

Nonostante sia morto giovane la sua produzione fu ricca. Le sue opere furono inizialmente ispirate dal movimento impressionista; di impressionisti ne conobbe molti, tra cui Vincent Van Gogh, un amico con cui condivideva l’amore per l’arte e memorabili bevute. Le opere di Toulouse-Lautrec descrivono soprattutto le donne, che lui guarda con dolcezza, non le ritrae diverse o più belle, ma reali.

Nella “Sala di rue des Moulins", del 1894, le prostitute del bordello sono rappresentate dentro linee curve per suggerirci un'idea di calma, forse di noia, non certamente di erotismo.
“La toilette”, realizzato nel 1889 in una casa d'appuntamento. L'artista, presentò questo quadro, al Salone della mostra di Bruxelles, con il nome di “Rossa”, poiché le modelle dai capelli rossi erano le sue preferite.
Il Moulin Rouge. Dopo 128 anni questo locale è ancora un'attrazione per i turisti. Ciò che lo rende ancora celebre e lo fece considerare un locale"osè”, è l’esibizione delle ballerine nel can-can.
Il can-can era una danza considerata ai tempi licenziosa. Il nome deriva da una storpiatura della parola francese “scandal”.
Furono comunque i manifesti, le copertine di spartiti , le illustrazioni, e le locandine, che spesso numerava e firmava con dedica, a renderlo uno dei più grandi maestri, a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Nei suoi manifesti pubblicitari raffigurò in modo nuovo ballerine e artisti. I suoi manifesti erano visibili e riconoscibili da lontano, per l’uso delle linee nette e dei colori vivaci. Il primo gli fu commissionato da Charles Zidler, proprietario del Moulin Rouge che stava per aprire il locale nel 1891; così Toulouse-Lautrec fu tra i primi a sperimentare il linguaggio grafico del manifesto, che realizzò in colori vivaci e in una maniera così unica, da dare immediatamente al Moulin Rouge oltre alla fama, un’affluenza mai vista. Tutti erano rimasti affascinati dal suo stile , unico e personale nel disegno, nelle caricature e dall’uso di colori vivaci stesi in campiture piatte, senza alcuna sfumatura o ombreggiatura, come nell’arte giapponese che l’artista tanto amava. Al Moulin Rouge, dove numerose ballerine ballavano agitando le gonne e mostrando le mutandine di seta, accorsero visitatori da tutta Europa, richiamati dal manifesto di apertura “La Goulue” che è ancora l’immagine di cabaret più famosa del mondo.

“Ambassadeurs: Aristide Bruant” del 1892 è il manifesto che Aristide Bruant, famoso cantautore e cabarettista francese che si esibiva nei caffè di Montmartre, ordinò per pubblicizzare il suo spettacolo nel locale “Les Ambassadeurs”.
“La Troupe de Mademoiselle Églantine”, 1896.
“Divan Japonais” (1893). L'artista colloca in primo piano Jane Avril, la più famosa ballerina del Moulin Rouge, che indossa un abito nero. Vicino a lei, vi è il critico musicale Dujardin, mentre sullo sfondo, con i caratteristici guanti neri, vi è rappresentata la cantante del Moulin Rouge, Yvette Guilbert.

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