“Sindaca, consigliera, prefetta , magistrata, ministra , presidenta” , nella FESTA DELLA DONNA rivendicate il vostro ruolo! 

di Anna Maria Onelli

8 marzo 2021

Beatrice Venezi
Lei, la bellissima Beatrice Venezi, ha rivendicato il suo titolo, al maschile, di Direttore d’Orchestra. Lei che sa dirigere, con una femminilità e una professionalità sorprendente, non ci sta a essere chiamata Direttrice. Perché? Perché non vuole sottostare all’appiattimento del pensiero, su cui la politica lavora da anni, etichettando anche la lingua italiana in nome di un finto buonismo che mentre pretende che tutti la pensiamo allo stesso modo in nome della tolleranza, del rispetto delle diversità, delle pari opportunità, ci rende schiavi di un pensiero unico. La Beatrice Venezi, ha sottolineato:
 
 
 

” Io sono Direttore d’Orchestra , la posizione ha un nome preciso e nel mio caso è quella di Direttore non di Direttrice, perché è importante quello che sai fare , non l’etichetta che ti vogliono mettere”. Questa espressione l’ha resa molto più femminista della Boldrini che ha “femminilizzato” tutte le carte intestate di Montecitorio, convinta che con i termini “presidenta, avvocata, ministra”, la donna raggiunga la parità; poi non importa se alla donna non è data la possibilità di scegliere tra famiglia e lavoro. Finalmente una donna, come la Venezi, che osa sfidare il linguaggio “politicamente corretto” quello che serve a creare un pensiero unico, una sorta di dittatura che sta seriamente minacciando una delle nostre libertà fondamentali: la libertà di esprimersi. Ormai gli avversari si distruggono così: si etichettano come arretrati e razzisti, quelli che hanno un pensiero libero e vogliono dire come la pensano.

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