Scuole e famiglie, sono state lasciate sole, mentre milioni di nostri euro sono buttati al vento. L’incapacità di tre donne nel sostenere il sistema scuola: Azzolina, Taverna, De Micheli.

di Anna Maria Onelli

12 Settembre 2020

Ministro della Pubblica Istruzione. Lucia Azzolina (5 Stelle)
Vice presidente del Senato, Paola Taverna (5 Stelle)
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli (PD)

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina (5 Stelle) ha dimostrato di vivere fuori dalla realtà delle scuole. Alla vigilia della riapertura, mancano le materie prime: le aule, il personale e ben 200mila docenti. La testa di Azzolina si è fossilizzata, per mesi, sulla trovata dei banchi a rotelle. Dimostrando di non avere alcuna idea di come funzioni una scuola, ha fatto produrre banchi  di plastica, bassi, senza spazio per scrivere, per tenere aperti insieme un libro e un quaderno, negativi per la postura, potenzialmente molto pericolosi e certamente non adatti ad alunni con disturbi dell’ attenzione, disabili o semplicemente troppo esuberanti. Oltretutto sono stati pagati cifre astronomiche.

L’idea geniale delle rotelle è stata rafforzata dalla dichiarazione della vice presidente del Senato, Paola Taverna (5 Stelle) che si è espressa così: “Oggi ci sono altri modi di fare istruzione, il banco a rotelle, ad esempio, consente di mettersi a cerchio, di guardarsi in faccia, di riunirsi in piccoli gruppi. Si va avanti, questa che noi stiamo proponendo, è la scuola che recupera venti anni di mancati finanziamenti”. Ma che dice? Peccato che la  vicepresidente ignori che gli insegnanti da almeno quarant’anni svolgono una didattica per gruppi, si mettono in cerchio, spostano i banchi senza ruote e si guardano in faccia; ma ancor più grave è che ignori quanto la priorità delle scuole sia la messa in sicurezza di alunni e personale. Lì dovevano essere destinati i finanziamenti, sulle strutture, e non sprecati su inutili rotelle. Io inviterei tutti i dirigenti e gli insegnanti a girare alle due esponenti grilline che hanno fatto questa scelta tutte le responsabilità e i danni che deriveranno dall’uso di questi banchi instabili.   

Un’altra chicca ce l’ha data il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, Partito Democratico, che dovendo studiare come aumentare la capienza del trasporto pubblico locale ha avuto un’idea geniale: non quella di aumentare il numero dei pulmini o delle corse ma quella di considerare i compagni di scuola e di lavoro come se fossero “congiunti”, dunque, come tali, tutti i compagni di scuola e tutti i compagni di lavoro, potranno viaggiare a meno di un metro di distanza l’uno dall’altro. Avete letto bene! Così abbiamo superato il problema del distanziamento.

È chiaro: chi non conosce i problemi, non può né affrontarli,  né risolverli. Dopo mesi di discussioni, di annunci confusi sull’ organizzazione dei trasporti, sulle aule scolastiche, sul distanziamento e sui dispositivi di protezione antivirus, non c’è nulla di fatto: le scuole e i dirigenti scolastici dovranno cavarsela da soli. L’ apporto del Governo si risolverà (forse) nella distribuzione di mascherine.  Da Nord a Sud in questi giorni si moltiplicano i disguidi, i ritardi, le preoccupazioni; purtroppo saranno i Dirigenti scolastici, gli Studenti e le famiglie a pagare il prezzo di tanto pressappochismo. A loro va tutta la mia solidarietà.

2 pensieri su “Scuole e famiglie, sono state lasciate sole, mentre milioni di nostri euro sono buttati al vento. L’incapacità di tre donne nel sostenere il sistema scuola: Azzolina, Taverna, De Micheli.

  1. Anna, quanto mi trovi d’accordo. Condivido appieno la tua sintetica analisi e confermo che siamo in mano a degli irresponsabili pressappochisti che vanno avanti con tentativi scellerati senza la vera conoscenza dei problemi. In questo modo chiunque si può sentire autorizzato ad ergersi a “salvatore della Patria”

  2. Verissimo, oltre che pressapochisti, non conoscono la storia moderna e il sistema di alleanze geopolitico. Così il ministro degli Esteri, Di Maio, ha aperto la strada alla “via della seta”, e alla tecnologia cinese Huawei per la conduzione del 5 G. senza sapere che ci faceva entrare nella guerra tecnologica tra America e Cina. E Trump non si doveva arrabbiare? Solo noi potevamo accettare di avere un ministro esteri che ha lavorato solo come cameriere e venditore di bibite allo stadio. Solo noi ne pagheremo le conseguenze.

Lascia un commento