Salvini e di Maio sono caduti nelle “fosse caudine” del PD e di Forza Italia.

di Anna Maria Onelli

20 agosto 2019

Da sinistra, nell'immagine: Luigi Di Maio - 5 Stelle. Ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché Vicepresidente del Consiglio dei ministri nel Governo Conte; Matteo Salvini- Lega- Vicepresidente del Consiglio e ministro dell'interno del Governo Conte; Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018.

Mentre il 25 luglio 2019, Salvini e Di Maio s’ incontravano a pranzo con Conte, Presidente del Consiglio, per affermare che il Governo di coalizione, Lega – 5 Stelle, non sarebbe caduto, io scrivevo sul mio blog, sotto l’articolo “Il mito di Pigmalione”, un sotto paragrafo titolato “Il Governo che cadrà, per la predizione negativa che si avvera”, in cui affermavo l’esatto contrario.

Mi sembrava prevedibile e scontato che, nel tentativo di evitare il caos, dichiarato in modo martellante, sia dalla Destra sia dalla Sinistra, si sarebbero prodotte all’interno della coalizione di Governo, gravi incomprensioni e profonde fratture che avrebbero condotto la Lega e il movimento 5 Stelle, a cadere nella rete dell’incomunicabilità. Così è stato: essi non hanno retto alle pressioni e sono caduti  nel gioco di una Destra e una Sinistra, stranamente unite, nell’applicare l’antica esortazione romana “divide et impera”, “separa e comanda”. 

Lega e 5 Stelle sono implose andando realmente  verso il caos, le liti, l’inconcludenza e l’ingovernabilità, rendendo in sostanza vero ciò che l’opposizione desiderava e in modo martellante dichiarava: la loro incapacità a governare. Oggi assistiamo alla fine di una coalizione, ma anche alla fine di ogni speranza di cambiamento perché, molto ingenuamente, separandosi, Salvini e di Maio, sono finiti sotto le “fosse caudine” del PD e di Forza Italia, di cui dovranno accettare le condizioni.

 La storia insegna e lo fa anche attraverso i modi di dire che ci ha lasciato. 

L'umiliazione dei vinti

Per spiegare l’umiliazione che la coalizione Salvini – Di Maio subirà, utilizzo l’espressione delle “ fosse caudine” che nacque quando l’esercito romano nel 321 a.C. fu sconfitto dal popolo dei Sanniti, vicino a Caudio, un luogo che si trova fra Napoli, Avellino e Benevento.

I Sanniti, che erano una popolazione stanziatasi nella zona dell’Irpinia e del Molise, a ridosso delle montagne, ben conoscevano quei luoghi e, con l’inganno, chiusero tra due strette gole, tutto l’esercito romano che cadde nell’imboscata.

I Romani persero la battaglia e furono i costretti a subire la loro stessa usanza, che costringeva a passare sotto le cosiddette forche, i soldati disarmati e denudati, dell’esercito che aveva perso.

Le forche, che erano anche dette “giogo”, erano formate da due aste piantate nel terreno e sormontate orizzontalmente da una terza, quest’ultima era collocata ad altezza tale da costringere i vinti ad inchinarsi, in tal modo dichiaravano la loro sottomissione al vincitore.  «Passare sotto le forche caudine», significa quindi essere costretti a subire una grave umiliazione, una prova o una situazione mortificante. Con questo esempio intendo significare che, separandosi, Salvini e Di Maio finiranno “sbranati” da ogni parte e subiranno una profonda umiliazione: Salvini, pur continuando a chiedere al popolo di poter governare, sarà totalmente assoggettato ai vincoli di Forza Italia, mentre Di Maio avrà difficoltà a trovare nuove alleanze e a ridare vigore al Movimento.

Entrambi perderanno, comunque, la loro identità e il consenso popolare che li aveva sostenuti, sia come persone sia come partito, mentre i partiti di Destra e di Sinistra,  riprenderanno velocemente il comando, noncuranti del volere maggioritario del popolo che, per la prima volta, era riuscito a metterli fuori gioco.

E’ il panorama di una vittoria già pregustata dal PD, basta vedere come stanno rientrando velocemente  in campo esponenti come Prodi, Renzi e altri politici noti, che si preparano a riprendere il potere, non certo a creare alleanze credibili con i 5 Stelle.

Ancora una volta, la Destra e la Sinistra, anziché servire il popolo, continueranno a servirsi del popolo, che si limiterà a guardare da lontano.  

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