Salvador Dalì (1904- 1989)

“LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA”, 1931
UN QUADRO FAMOSISSIMO ISPIRATO DALLA VISIONE DEL FORMAGGIO “CAMEMBERT” CHE, PER IL TROPPO CALDO, SI SCIOGLIE E COLA

Quando, al Museo delle Arti Moderne di New York, vidi per la prima volta questo quadro, ero molto giovane e amavo i quadri che raffiguravano la realtà o quantomeno vi si avvicinavano, così provai per questa immagine una forte antipatia, la stessa che nutrivo per chi lo aveva dipinto: Salvador Dalì. Un pittore spagnolo, eccentrico e originale, calze lunghe e calzoni alla zuava, baffi vistosi e innaturali, erano divenuti un tratto inconfondibile del suo aspetto.

L’idea ispiratrice
Di questo quadro egli stesso racconta che, in una calda sera d’agosto, solo a tavola, dopo aver mangiato un formaggio “camembert”, rimase a lungo seduto a meditare sull’ eccessiva mollezza di quel formaggio, che si scioglieva e gocciolava. Ne fece una meditazione filosofica sul “tempo” concludendo che il tempo è relativo, perché si lega al nostro vissuto personale, alle nostre emozioni, ai nostri ricordi.

Lo stesso scienziato Albert Einstein per spiegare, in modo semplice, la sua teoria che il tempo è relativo e non qualcosa di fisso, così disse: “Quando un uomo siede due ore in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa rovente per un minuto e gli sembrerà che siano passate due ore. Questa è la relatività”.

Il tempo è inafferrabile
Questo dipinto è la surrealistica (perché supera la realtà e sconfina nel sogno) immagine di tre orologi da taschino flosci e sul punto di liquefarsi: gli orologi che si sciolgono rappresentano la memoria, che mentre invecchiamo negli anni perde forza e resistenza. Un quarto orologio mantiene la sua forma e la sua “solidità”, ma è chiuso da un coperchio rosso, invaso da moltissime formiche. Non ci fa leggere il tempo. Su uno dei tre orologi liquefatti, è ferma una mosca per suggerire che l’orologio è come una carogna, che imputridisce nella stessa maniera in cui il tempo si liquefa. Il tempo è dunque un elemento inafferrabile, che non può essere imprigionato in un oggetto materiale, in un orologio.

Il “surrealismo”, liberazione totale dello spirito
Sulla spiaggia, proprio al centro del dipinto, si vede una strana forma, una sorta di creatura fatta di sola testa su cui si distingue un occhio chiuso dalle lunghissime ciglia. Essa è immersa nel sonno; la mente sogna, galleggiando in un tempo diverso dalla realtà. Con questo quadro, Dalì, ci catapulta nel mondo dei sogni, dove il tempo e lo spazio della nostra ragione non esistono più. Il particolare stile “surrealista” di Dalì, ha segnato la pittura del ‘900, perché il “surrealismo” – movimento nato in Francia a cavallo tra le due guerre mondiali – vuole essere un mezzo di liberazione totale dello spirito, che esprime con le parole, la scrittura e la pittura, il vero funzionamento della mente, quando essa si libera da ogni controllo della ragione, della bellezza, della morale.

Nel sogno tutti noi, finalmente ci liberiamo dalla ragione. Dalì in questo quadro ricerca un punto d’incontro tra il sogno e la realtà, per costruire una realtà superiore, assoluta, libera. Dipinse il quadro, in due ore, il tempo in cui l’amata moglie Gala andò e tornò dal cinema.

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