Riflessioni e appello di un’insegnante, nell’imminente riapertura delle scuole

di Anna Maria Onelli

22 settembre 2020

Anna Maria Onelli
Pubblico le riflessioni di un’ insegnante sulla prossima apertura delle scuole, perché ho nel cuore, tutti Voi, miei ex colleghi docenti e dirigenti scolastici . Come sempre, tutto peserà su di Voi, dall’articolazione degli alunni in ogni classe, ai banchi, alla sicurezza che era già un problema in tempi normali, alla sanificazione, alla mensa e ai trasporti. Mentre il governo continua a “riflettere” e a emanare leggi inapplicabili, Voi ce la state mettendo tutta per organizzarvi. Siete i paladini dell’istruzione, così come i medici e gli infermieri lo sono per la sanità. So’ che, come sempre, darete il massimo. Vi abbraccio tutti con grande compartecipazione.
 
 

La lettera seguente è stata pubblicata su Fb, dall’insegnante Margherita Frappa

Credo di parlare a nome di molti colleghi (forse tutti) nel chiarirvi la nostra posizione.
Ci state attaccando da giorni in vario modo, dicendo che siamo quelli che:
1-Non vogliono ritornare a scuola
2. Non vogliono fare i tamponi
3. Sono dei pusillanimi che vogliono lo stipendio gratis
4. Fanno certificati falsi per dimostrare che sono “soggetti fragili”…e potrei continuare la lista delle vostre perle.
Invece vi posso tranquillamente dire che avremmo preferito stare a scuola… Sì avete capito bene, a scuola!
Neanche lontanamente potete capire la gioia che si prova entrando in classe ed essere accolti con baci e abbracci “Veri“. Forse vi chiedo troppa empatia, ma quella, a quanto sembra, è un talento esclusivo degli insegnanti.
Vedete, molti di noi si sono dovuti “inventare”, a stretto giro di tempo, un nuovo modo di fare didattica, e non parlo per me che sono una formatrice digitale. I docenti hanno sperimentato tutti i modi e utilizzato ogni mezzo e canale per raggiungere i propri alunni.
Ci è stato comunicato che faremo un tampone prima di ritornare a scuola e tanti di noi faranno, a proprie spese, anche il test sierologico per rassicurare i genitori e vivere questa esperienza , a dir poco insolita, con più serenità.
Può darsi che ci ritroveremo a fare la DAD, ma non è una delle nostre ambizioni.
Siamo soggetti fragili? Ce ne sono, e molti più di quanti ne possiate immaginare. Ma, al di là delle patologie, in questo momento lo siamo un po’ tutti.
Viviamo la fragilità che deriva dalla
precarietà dettata dalla situazione contingente.
A pochi giorni dall’apertura delle scuole nessuna indicazione!!! Brancoliamo nel buio. I genitori ci pongono mille domande alle quali non sappiamo rispondere.
Il Ministero ci ha abbandonati e con il loro fare hanno passato la
patata bollente ai dirigenti e ai docenti senza un minimo confronto per trovare soluzioni creative, per riaprire le scuole in sicurezza.
Il ritorno doveva prevedere una serie di misure preventive. Tante le azioni disattese.
So che faremo del nostro meglio, questo lo so per certo. So che affronteremo questa ennesima sfida e non ci sentiremo degli eroi.
Lo faremo come tutte le volte che andiamo “oltre” il nostro ruolo di insegnanti, anche sopperendo a tante carenze familiari; come tutte le volte che portiamo il materiale da casa comprato con il nostro “favoloso” stipendio…come tutte le volte che…
Il paradosso, però, è che coloro che parlano sono quelli che in spiaggia hanno chiesto ombrelloni lontano dai bambini, perché sono gli “untori”; che non vanno a cena fuori perché non c’è il giusto distanziamento; che portano la mascherina anche quando vanno da soli in auto; che condannano i “negazionisti”
Noi non avremo “divisori” e non ne vogliamo!!!
Non siamo eroi, non siamo
Santi…siamo lavoratori come voi e, come in tutte le categorie, ci sarà chi pecca di etica e di spirito di servizio.
Ma per favore, smettetela
di generalizzare e, soprattutto, di pretendere dai docenti quello che, molti di voi, non sono in grado di dare o fare, né come lavoratori né come genitori.

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