Quando diciamo: “Sono al settimo cielo”

di Anna Maria Onelli

27 novembre 2019

Il modello geocentrico dell'Universo con cui, l'astronomo Tolomeo, pose la Terra (geo) al centro.

Quando ci sentiamo immensamente felici solitamente diciamo “sono al settimo cielo”, oppure “tocco il cielo con un dito”. La parola “cielo” torna sempre in queste espressioni simili, che hanno un’ origine di tipo astronomico.

Anticamente , infatti, si credeva nella teoria del Mondo elaborata dall’astronomo Tolomeo nel II sec. d. C.. Egli pensava che l’Universo fosse rotondo, che fosse composto da dieci cieli e che, nel suo centro, stesse sospesa, immobile e piatta, la Terra.

Intorno alla Terra giravano, in modo concentrico, 7 sfere ( Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno) ed ognuna si portava dietro la propria striscia di cielo. I cieli erano dieci perché oltre i sette cieli delle sfere si trovavano: il cielo delle stelle fisse, il Primo Mobile e il decimo cielo, dove dimorava Dio. Gli uomini, pur essendo esclusi dagli ultimi tre cieli, riservati alla divinità, potevano comunque salire fino al settimo cielo, dove potevano toccare il massimo della gioia. Sebbene la teoria di Tolomeo sia superata, noi desideriamo ancora “salire al settimo cielo” !

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