Perché si dice “Mala tempora currunt”.

di Anna Maria Onelli

12 febbraio 2020

Marco Tullio Cicerone parla in Senato contro Catilina

“Mala tempora currunt” cioè “corrono brutti tempi”, dicevano i nostri professori tantissimi anni fa, quando noi ragazze commettevamo qualche sciocchezza in classe. “Mala tempora currunt “ diciamo oggi, perché non si riesce a trovare lavoro, perché abbiamo una gioventù più problematica, perché temiamo che il coronavirus sfugga a ogni controllo,… Questa frase latina, che usiamo per dire “corrono brutti tempi”, “corrono tempi cattivi”, sembra non conoscere scadenza, perché si pronuncia da quando la utilizzò, più di duemila anni fa, Marco Tullio Cicerone. 

Egli era un letterato, un grande oratore e un politico romano. In un discorso che fece al Senato di Roma, presagì la fine della Repubblica proprio con queste parole: “Mala tempora currunt …sed peiora parantur” ovvero “Corrono brutti tempi… ma se ne preparano di peggiori”. Naturalmente, noi che siamo ottimisti, utilizziamo questo modo di dire anche in maniera ironica o gioiosa. Comunque ci guardiamo bene dal pronunciare l’ultima parte della frase “ sed peiora parantur”.

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