Anna Maria Onelli

Perché il marito tradito è chiamato “cornuto”?

di Anna Maria Onelli

22 novembre 2020

Nell’antichità gli dei erano rappresentati con le corna, perché esse erano simbolo di virilità e di coraggio, così i regnanti le inserivano nelle loro corone, mentre i guerrieri le collocavano ben in vista sui loro elmi. Poi, qualcosa nel tempo è cambiato: in nord Europa, le corna divennero un augurio di buona fortuna, di approvazione, mentre nell’Europa mediterranea presero un tono offensivo, perché “cornuto”, divenne sinonimo di “ tradito”. Le corna divennero simbolo dell’infedeltà coniugale. Per spiegarne la ragione, alcuni fanno riferimento alla mitologia della Grecia antica, circa duemila anni a.C. Allora, Pasifae, regina di Creta e moglie di Minosse, s’innamorò di un toro bianco bellissimo e si congiunse a lui, generando un figlio mostruoso, il Minotauro, dotato di corna, perché era metà uomo e metà toro. Si racconta che il popolo iniziò a fare le corna a Minosse, quando passava, per ricordargli il tradimento della moglie. Altri invece pensano che il termine cornuto sia riferibile al “becco”, nome con cui è chiamato il maschio della capra. La capra, dimentica del compagno, sarebbe un animale molto sensibile a ogni maschio che entra nel gregge. Per questo si dice anche “far becco”, per dire tradire o “essere becco” per dire essere tradito.