Pablo Picasso(1881- 1973). Amori e linguaggio pittorico

Pablo Picasso

Pablo Picasso (1881- 1973) è un nome di spicco tra i protagonisti della pittura nel XX secolo.

A venticinque anni era già conosciuto e ammirato non solo come pittore, ma anche come scultore e incisore. Egli raggiunse fama mondiale. Alleggerì il suo nome, lunghissimo e complesso, sintetizzandolo prima in Pablo Ruizy Picasso poi, utilizzando solo il nome della madre “ Picasso”, tralasciò il cognome Ruizy del padre, un professore che nel tempo libero si dedicava alla pittura.

Pablo già da piccolo rivelò la sua passione e la bravura nel disegno e nella pittura. Sostenuto dal padre, studiò e lavorò tra Barcellona e Madrid, finche nell’estate del 1900 si trasferì a Parigi e prese alloggio a Montmartre. Conobbe politicanti, poeti, artisti, pittori e vagabondi di ogni tipo.

Aveva novantadue anni quando morì, l’8 aprile del 1973, senza aver mai smesso di dipingere quadri o organizzare mostre e personali.

GLI AMORI e la sfortuna delle donne che lo amarono.  

 “PER ME CI SONO SOLO DUE TIPI DI DONNE: DEE E ZERBINI“.

Pablo Picasso, conobbe molte donne, quelle di cui s’innamorò le elevò a sue Muse, le immortalò nelle sue tele, ma per la maggior parte di loro, l’amore per lui, finì in tragedia

Pablo Picasso, nato nel 1881 a Malaga, a diciannove anni si trasferì a Parigi, dove nel 1904, conobbe la sua prima musa, Fernande Olivier, come lui ventitreenne. Lei visse con lui per otto anni, condividendo la fame, sopportando la sua gelosia e aiutandolo a uscire dalla depressione. Quando arrivò il successo, lui l’ abbandonò e lei morirà sola, nella più assoluta povertà.

 

 

Fernande Olivier
Marcelle Humbert

Dopo aver lasciato Fernande, Picasso condivise un amore sfrenato  con Marcelle Humbert, da lui ribattezzata Eva, per indicarla come la prima fra tutte le donne.

In suo onore impresse, su molti suoi quadri, la scritta “Amo Eva”, purtroppo, nel 1915, Eva morì di tubercolosi.

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Dopo due anni Picasso conobbe la bellissima ballerina russa Olga Kokhlova, che diventerà sua moglie e la nuova Musa. Lei lo introdusse nell’alta società parigina, nel 1921 gli dette il primo figlio, Paulo, e comunque, dopo pochi anni, Picasso la sostituì con Marie-Thérése Walter, di appena diciassette anni, che diventerà la modella preferita.

Marie-Thérése Walter s’impiccò nel 1977, mentre Olga Kokhlova perse la ragione.

Olga Kokhlova
Francoise Gilot

Nel 1944, il pittore conobbe Francoise Gilot, una ventiduenne, quando lui ne aveva già sessantatré. Lei gli dette due figli: Claude e Paloma. Anche con lei, Picasso, ebbe atteggiamenti crudeli e distruttivi, una folle gelosia nonostante lui frequentasse altre donne.

Lei fu l’unica amante che, nel 1953, riuscì a lasciarlo. Per questo lei disse che si salvò, nonostante lui, per punirla, le spense una sigaretta sul volto.

L’anno successivo a Parigi incontrò la fotografa Dora Maar, una donna molto intelligente e molto stimolante, che seguì con i suoi scatti la realizzazione del quadro più famoso di Picasso: Guernica, una tela di denuncia delle atrocità commesse da tedeschi e italiani nella cittadina spagnola.

  Anche Dora impazzì a causa delle continue provocazioni di Picasso.

Dora Maar, ritratto

La guerra e il simbolo della lotta al fascismo: ”Guernica”.

Quando, nel 1936, scoppia in Spagna la guerra civile, Picasso si schierò con i repubblicani contro i fascisti del generale Franco.

Nell’anno successivo, dopo che l’aviazione tedesca bombardò la città basca di Guernica, causando una strage tra la gente ignara, intenta a svolgere le normali azioni della giornata, Picasso creò una grande opera: ”Guernica”.

Forse è il più grande dipinto dedicato alle brutture della guerra. Rappresenta le vittime e la sofferenza di donne, bambini, animali.

L’opera fu presentata nel 1937 e fu un simbolo della lotta al fascismo nell’anno dell’Esposizione Universale di Parigi.

 

Nel 1954 conobbe Jacqueline Roque, una ventottenne divorziata, che fu la sua ultima moglie; gli stette vicino fino a che lui, novantaduenne, nel 1973, morì.

Jacqueline morì a sessant’anni, nel 1986, sparandosi con un colpo di pistola. La figlia di lei, Catherine Hutin-Blay, oggi detiene la più grande collezione al mondo delle opere di Pablo Picasso, opere che esporrà nel Musée Jacqueline e Pablo Picasso, da lei allestito  per onorare i genitori.

Jacqueline Roque, ritratto
Poveri in riva al mare
Famiglia di Saltimbanchi

IL LINGUAGGIO PITTORICO

Il linguaggio pittorico di Picasso, si sviluppò in varie direzioni: dal “periodo blu” che ha caratterizzato le figure malinconiche e dolenti con toni di colore freddi, nella gamma del grigio e del blu, al “periodo rosa”, caratterizzato da soggetti infantili, o ripresi dalla vita del circo, con preponderanza di toni caldi, in gradazione di rosa, segno di maggiore tranquillità interiore.

Picasso conobbe e apprezzò l’artista Cezanne e il suo modo si stendere il colore. Al Musée de l’Homme, al palazzo Trocadero di Parigi, egli venne a contatto con le maschere stagliate dell’Africa Nera. Sia le opere di Cezanne che le maschere furono esperienze che lo affascinarono e confluirono nella realizzazione del famoso quadro ” Les Demoiselles d’Avignon”, dipinto nel 1907, con il quale prese avvio uno dei più importanti movimenti artistici del XX secolo: il cubismo.

                                                    Il cubismo

Il cubismo, di cui Braque e Picasso furono i teorizzatori, rinnova il modo di dipingere perché vuole mostrare nelle figure, disegnate normalmente in due dimensioni (larghezza e altezza), la terza dimensione, quella che non si vede ma che costituisce la realtà. 

In breve: nella realtà noi siamo un tutto tondo perché siamo dotati di volume e non siamo una figura solo lunga e larga come appariamo in una foto o come le figure che disegniamo. Con il cubismo si vuole mostrare il volume: per mettere in vista anche le parti che resterebbero nascoste, l’artista scompone i soggetti da dipingere in netti volumi geometrici. Così si creano sulla superficie piana (a due dimensioni) del quadro, forme che hanno tre dimensioni e fanno emergere contemporaneamente tutta la figura.

 

" Les Demoiselles d’Avignon”

Il nuovo indirizzo pittorico del cubismo è presente nell’opera “Les Demoiselles d’Avignon”. Dipinta nel 1907 ed esposta solo nel 1916 dopo molte trasformazioni prima della versione definitiva.

Il dipinto è quasi interamente occupato da cinque figure femminili, che ricordano le figure della scultura negra, i loro corpi sembrano incisi per i loro caratteri geometrizzati; le linee geometriche e gli spigoli caratterizzano sia le figure sia l’ambiente nel tentativo “cubista” di riportare nel dipinto i volumi che hanno le forme reali e concrete. Il dipinto rievoca un bordello di Barcellona, le cinque figure seminude s’incastrano, formando un’immagine in cui assumono pose scomposte, senza che i corpi abbiano un’attrazione erotica, senza alcuno spazio, neanche sullo sfondo.

Sembrano figure su un palcoscenico, l’unica nota di arredo è la composizione di frutta che si trova su un piccolo tavolino posto al centro in basso. Le due donne al centro della composizione hanno un volto umano, sembra che guardino lo spettatore, sono differenti rispetto alle altre facce che ricordano le maschere africane amate da Picasso. Il volto della donna seduta in basso a destra, è posto alla rovescia ed evoca lo stile egizio con l’occhio frontale e il volto disegnato di profilo. E’ un’opera di matrice cubista: l’artista elimina completamente la differenza tra spazi pieni e vuoti, trasformando la composizione in tanti piccoli solidi collegati tra loro, tutti inquadrati rispettando diversi punti di vista; le demoiselles, divise in tante parti, sono realizzate seguendo una visione simultanea da più punti di vista contemporanei, portando Picasso ad anticipare una delle caratteristiche fondamentali del Cubismo.

Pablo Picasso rompe con gli stili tradizionali perché crea uno spazio a più dimensioni dove deforma e distorce le figure non rendendole più riconoscibili.

 

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