Oriana Fallaci e il 25 Aprile.

di Anna Maria Onelli

6 agosto 2019

 
Il pensiero della grande scrittrice, giornalista Oriana Fallaci, risuona ancora drammaticamente attuale.
Infatti, ieri, 25 aprile, anziché celebrare la Liberazione dell’’Italia dall’ occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, le diverse correnti politiche, a fini propagandistici, hanno essenzialmente celebrato l’ideologia del proprio partito, esaltando la presenza dei “propri” partigiani alla Resistenza.
Una limitazione che io non ho gradito, perché la Resistenza è stato un fenomeno cui hanno partecipato contadini, studenti, giovani, uomini e donne, la popolazione italiana in genere con molteplici orientamenti politici: comunisti, democristiani, liberali azionisti, repubblicani…Senza contare che ai nostri partigiani si erano uniti anche gruppi di tedeschi, di slavi, di soldati sovietici fuggiti dai campi di prigionia.
Io ora desidero ricordare questa grande scrittrice non tanto per il suo pensiero, ma per l’apporto che Lei, come tantissime donne italiane, dette alla Resistenza, cui partecipò giovanissima. Unitasi alle formazioni partigiane del Partito d’Azione, fu impegnata come staffetta per trasportare munizioni, attraversando il fiume Arno, laddove era in secca, poiché i tedeschi avevano fatto saltare tutti i ponti. Aveva solo 14 anni quando ebbe un riconoscimento d’onore da parte dell’esercito italiano. Non fu un caso se, come giornalista, fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di  inviata speciale.
Fu una donna speciale, sempre in prima linea, anche quando, nel 1975, collaborò alle indagini sulla morte di Per Paolo Pasolini e, per prima, denunciò il movente politico dell’omicidio del poeta.

Aveva un’enorme capacità di “vedere oltre”. Parlava di “Eurabia”già nel 2005.

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