Il Colosseo, dal 79 d. C., rimane un esempio di moderna ingegneria

di Anna Maria Onelli

27 dicembre 2019

La "naumachie", spettacoli che riproducevano battaglie navali all'interno del Colosseo.

Non so se capita anche a voi, ma ogni qual volta io passo davanti al Colosseo, più che guardarlo com’ è, lo immagino com’ era e rinnovo sempre il mio stupore per questo colosso, che poteva contenere da 50 mila spettatori seduti, fino a 87 mila persone, se si considera la plebe, che sostava in piedi nell’ultimo piano, in “piccionaia”. E allora mi stupisco, pensando che ci entrerebbero comodamente, tutti gli abitanti del paese dove vivo, Manziana , che di abitanti non ne raggiunge neanche 8 mila.

Il Colosseo, oggi ritenuto la terza meraviglia al mondo, fu inizialmente chiamato Anfiteatro Flavio, perché fu donato al popolo dall’imperatore Vespasiano della dinastia dei Flavi. Egli, mi dispiace dire, è più ricordato non tanto per aver creato questa meraviglia, quanto per aver dato nome ai bagni pubblici detti “vespasiani”. Solo nel Medioevo comparve il nome di Colosseo, probabilmente perché, la costruzione, era vicina ad un enorme, colossale, statua in bronzo di Nerone. Questo Anfiteatro fu realizzato dopo aver ricoperto un grande lago artificiale che aveva fatto costruire l’imperatore Nerone, (morto nel 68 d. C.) per farvi eseguire giochi navali, che lui contemplava dall’alto della sua villa Domus Aurea.

Il lago fu ricoperto dall’enorme costruzione , ma, grazie ad un complesso sistema idraulico, lo spazio interno al Colosseo, destinato ad arena, poteva ancora essere riempito d’acqua per simulare spettacoli di battaglie navali, detti “naumachie” o spettacoli con nuotatrici

Successivamente, il figlio di Vespasiano, di nome  Domiziano (morto nel 96 d.C.), fece costruire, sotto l’arena, i sotterranei da cui, attraverso 80 montacarichi e piattaforme mobili e ruotanti, venivano portati sull’ arena i gladiatori, le belve, i macchinari per cambiare le scene e quanto era utile al tipo di spettacolo, dalle lotte tra gladiatori e animali, alle tragedie greche e agli spettacoli teatrali.

Il Colosseo, come si presentava in origine. E'rimasto il più grande anfiteatro al mondo.
Il "velarium", la grande struttura che serviva a fare ombra sugli spalti.
L’imperatore Vespasiano nel 79 d. C., poco prima della sua morte, dedicò il Colosseo al popolo, anche se furono i suoi due figli, prima Tito, poi Domiziano, a dare all’Anfiteatro la forma definitiva.
La struttura è composta da possenti mura, in pilastri di travertino, prelevati dalla collina su cui sorge Tivoli e uniti da perni in ferro. La facciata, che giunse fino ad un altezza di 52 metri, si articolava su tre livelli, resi “leggeri” da 80 arcate; dentro ogni arco, del secondo e terzo piano, spiccavano tra il biancore del travertino, grandi statue dorate.
Sul 4° “piano”, dove sostava in piedi la plebe, vi erano 40 finestrelle , tra l’una e l’altra era appeso uno scudo dorato e sopra ad ognuna sporgevano tre mensole di travertino provviste di fori in cui venivano inseriti i pali che sporgevano sopra l’edificio per sorreggere, con un complesso sistema di corde, un’enorme tenda: il “velarium”.
Il “velarium” era una struttura, sospesa sull’arena, costituita da più vele, che erano azionate da marinai esperti della flotta romana di Miseno, stanziata accanto al Colosseo. I marinai erano in grado di aprire e richiudere il “velarium”, con il ritmo scandito da una tromba, in appena dieci minuti; la struttura ombreggiava le gradinate lasciando scoperta solo la parte centrale al di sopra dell’arena, in modo da creare correnti d’aria e rinfrescare gli spettatori; gli odori spiacevoli erano mitigati da getti d’acqua odorosa ed essenze profumate. Tutti gli anfiteatri romano avevano il proprio “velarium”.
Per non far precipitare all’interno il velarium, lunghe corde lo agganciavano a cippi, alcuni ancora visibili, situati all’esterno, intorno al Colosseo. Questo colosso , nei secoli, fu depredato degli scudi, dei fregi dorati e delle statue, dei perni in ferro e dei blocchi di travertino utilizzati per costruire grandi palazzi romani, dalla basilica di San Pietro, a palazzo Barberini , al porto di Ripetta.
Ieri, una grande tenda, composta da vele, riparava dal sole gli spettatori del Colosseo. Oggi, l’architetto Dan Meis ha progettato il nuovo stadio della Roma con una pensilina, in vetro e teflon, che richiama quell’antico “velarium”.
 
Nerone, fu il quinto imperatore romano, l'ultimo appartenente alla dinastia giulio-claudia. Regnò circa quattordici anni dal 54 al 68 d. C., anno in cui si suicidò.
Tito Flavio Vespasiano, meglio conosciuto come Vespasiano, è stato un imperatore romano, che governò fra il 69 e il 79, con il nome di Cesare Vespasiano Augusto.
Tito, figlio di Vespasiano, è stato un imperatore romano, appartenente alla dinastia flavia, e regnò per poco più di due anni dal 79 all'81, anno della sua morte. 
Domiziano, figlio di Vespasiano, fu imperatore romano dalla morte del fratello Tito, nell'81 d. C.., al 96 d. C., anno in cui fu assassinato.

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