Né leone, né pecora (Massimo Troisi, 1953-1994 )

di Anna Maria Onelli

26 ottobre 2019

 

Con questo modo di dire “meglio un giorno da leone che 100 giorni (o 100 anni) da pecora” i comandanti incitavano i soldati al combattimento: meglio morire con il coraggio di un leone che vivere sottomesso al nemico come una pecora. Il motto fu usato nelle guerre risorgimentali del 1800, e durante i combattimenti nella prima guerra mondiale del 1915. Lo stesso Mussolini lo usò, nel 1926, come slogan nella propaganda fascista.

Troisi modificò lo slogan utilizzato dal fascismo

Lo slogan fascista comparve sulle monete, sui libri di scuola, fu anche scritto sui muri. Ebbene, quando Troisi modificò lo slogan aggiungendo la sua frase: “meglio stare in mezzo … fai 50 da orsacchiotto” lo fece per invitarci alla prudenza, a trovare sempre una mediazione tra due scelte dolorose, non solo “o la morte o la sottomissione” perché c’è sempre una terza possibilità. Troisi, l’ attore dalla risata spontanea e dall’ironia tagliente che ci ha lasciato 25 anni fa per uno scompenso cardiaco, con le sue battute, da bambino ingenuo e balbettante, ci spiazzava sempre; tuttavia la sua comicità napoletana non è stata mai banale, piuttosto è stata sempre un profondo invito alla riflessione.

 

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