” L’uomo brizzolato e le sue amanti”. (Esopo)

di Anna Maria Onelli

Sébastien Leclerc the Younger (Paris 1676-1763)

21 agosto 2019

Esopo, vissuto tra il 620 e il 564 a. C, sembra che fosse un uomo di bruttissimo aspetto: gobbo e deforme, ma con uno spirito geniale. Fu lo scrittore greco che inventò le Favole, ne scrisse moltissime, con l’intento di educare gli adulti ai valori della vita. 

Le sue  Favole sono componimenti brevi, i cui protagonisti, per lo più  animali, parlano e agiscono come persone. Un espediente per raccontare i vizi e le virtù degli uomini, senza offendere e subirne le conseguenze. Così poté mostrare l’ingiustizia, la prepotenza, l’avidità, la stupidità e la sciocca vanità delle persone.

“L’uomo brizzolato e le sue amanti” è un esempio di favola breve in cui racconta che:

Un uomo brizzolato aveva due amanti, una giovane e l’altra vecchia. Quella anziana, che si vergognava della sua relazione con un uomo più giovane di lei, ogni volta che lui andava a trovarla, gli strappava alcuni capelli neri. Quella giovane, cui ripugnava di avere un amante vecchio, gli strappava alcuni capelli bianchi. Così avvenne che, pelato, in parte dall’una e in parte dall’altra, l’uomo rimase calvo. Così in ogni circostanza, ciò che è dissimile presenta pericoli.

Esopo non intendeva condannare gli amori in tarda età, piuttosto voleva  mostrare che quando si fanno contemporaneamente scelte contrapposte, se ne pagano le conseguenze.

Tacciò la popolazione di Delfi di immoralità, per questo fu ucciso da quel popolo indignato  che, dopo  il delitto, fu colto da una terribile pestilenza.

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