L’Italia al disastro. Non è più tempo di ideologie: Destra, Sinistra, o Centro non hanno più alcun significato, è ora di affrontare la realtà.

di Anna Maria Onelli

7 gennaio 2020

Gli antagonisti: Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti, Giuseppe Conte, Matteo Salvini.

Si è ora di affrontare la realtà. Come direbbe Greta sul clima “non c’è più tempo”. 

Ci piaccia o no siamo diventati il Paese più povero, più ignorante e più tassato d’Europa. E’ abbastanza per dire basta ad un sistema che non funziona: troppi politici, troppi privilegi da mantenere e scarse competenze individuali. L ‘Italia, già in declino, è ora portata allo sfacelo da un governo formato da due Sinistre incompatibili: l’una “radical chic” e spocchiosa, che governa indebitamente da anni cavalcando quel “buonismo” di facciata, tanto caro a chi è incapace di assumersi responsabilità. L’altra è la Sinistra dei poveri, quella dei 5 Stelle, con Di Maio che finirà per soccombere sotto gli strali del suo alter ego, che è quel PD che governa dal 2011 il Paese, senza il consenso popolare, ma sostenuto da due Presidenti della Repubblica, Napolitano prima, Mattarella poi. E’ lo stesso PD che si adopera per ridicolizzare Di Maio e schiacciare i 5 Stelle, poi , nascosto dietro alle “ sardine”, le userà per riprendere quota alle prossime regionali emiliane. PD e 5 stelle al Governo, sono due Sinistre agli antipodi, legate strettamente alle poltrone e unite da un esile filo rosso…..: pensare di risolvere i problemi della povertà e dell’integrazione, mettendo

continuamente le mani nelle tasche degli italiani, persino in quelle dei pensionati che, a causa di prelievi forzosi, si vedono assottigliare le pensioni, guadagnate a suon di contributi. Non è più sopportabile essere governati da chi, a pancia piena, pensa con queste elemosine di risolvere i problemi del Paese, da chi concentra tutta l’attenzione su un tema: l’uno sugli immigrati, l’altro sul reddito di cittadinanza dimostrando la totale mancanza di una “vision”, per la crescita sociale e culturale. Come possono il Capo del Governo Conte o il Presidente Mattarella non vergognarsi quando si appellano al senso di responsabilità degli italiani , ormai allo stremo, e non predispongono interventi adeguati per modificare la realtà vissuta da commercianti e imprenditori, strangolati da delinquenti che pretendono “ il pizzo”, dai rappresentanti delle istituzioni che chiedono “bustarelle” , dal pagamento delle numerose tasse, cui si sono aggiunte anche quelle illecitamente “occulte”; dai mancati pagamenti che, commercianti e imprenditori, non ricevono dallo Stato.

Se vero che siamo in democrazia riprendiamoci la parola e ripartiamo guardando al popolo

glorioso che eravamo, quello della solidarietà, dell’accoglienza e della fratellanza vera. Riduciamo drasticamente questo carrozzone inutile, composto da troppi governanti, litigiosi e inconcludenti, richiediamo competenze dichiarate, come accade per tutti i lavoratori dello Stato; vietiamo i cambi di casacche e la suddivisione dei partiti in partiti minori che, a caccia di poltrone, succhiano indebitamente altro denaro pubblico. Annulliamo i numerosi privilegi che, immoralmente, la classe politica si è assegnata e senza vergogna trasmette per ereditarietà.

Ricordiamo ai governanti che il loro compito è servire il popolo migliorandone le condizioni di vita, null’altro. Per questo chiediamo loro di renderci conto degli obiettivi che raggiungono in termini di crescita del Paese, perché con 170 mila politici strapagati, per governare l’Italia, il popolo è ormai giunto al capolinea.

Che aspettiamo a ricordare a gran voce che, in democrazia, i politici hanno senso solo quando fanno funzionare il Paese. In caso contrario, siamo almeno sinceri, stiamo soccombendo sotto a una nuova dittatura: quella dei politici nostrani.

                                                        7 Gennaio 2020

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