L’educazione, la pioggia, l’ombrello e… lo stile.

L'ombrello, il cui nome deriva dalla parola “ombra” in riferimento al fatto che serviva a proteggersi dal sole, è uno strumento antichissimo, già in uso presso gli antichi Egiziani. Un esempio di ombrellino "Lace", parasole in pizzo.

Ebbene sì… l’educazione, la pioggia, l’ombrello e lo stile sono quattro parole che legano bene sia perché anche in caso di pioggia , valgono alcune regole generali del galateo, sia perché l’ombrello non è solo uno strumento antichissimo utile a ripararci dalla pioggia o dal sole, ma è anche un accessorio e va scelto secondo il nostro stile.

Ve ne sono per tutti: ombrelli pocket, da infilare nella borsetta, ombrelli automatici, ombrellini parasole Lace, colorati e ultraleggeri, in pizzo o ricamati, molto usati in Giappone e utili nei servizi fotografici, ma non può mancare, in un guardaroba, un ombrello elegante, di qualità, in acciaio e legno. L‘ombrello, è un accessorio, un po’ come la borsa e anch’esso va scelto rispettando il nostro amore per certi colori e le nostre dimensioni fisiche, dunque evitiamo un grande ombrello se abbiamo un corpo minuto e non siamo alte. L’ombrello va sempre riposto nel portaombrelli ma, se siamo su un mezzo pubblico, lo terremo chiuso vicino a noi, senza poggiarlo, bagnato, sui sedili.

Quando incrociano una persona con l’ombrello: le donne, gli anziani e le persone di rango superiore hanno sempre la precedenza, quindi dobbiamo sollevare o spostare di lato il nostro ombrello. L’uomo regge sempre l’ombrello se è con una signora e se si offre di accompagnarne una che non ha l’ombrello, lui la riparerà, ponendosi alla sua sinistra. Quando guidiamo evitiamo di andare veloci per non infradiciare i passanti, se questo accade e qualcuno ci urla dietro frasi poco gentili, non raccogliamo la provocazione ed evitiamo la lite.

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