Le Streghe della notte

di Anna Maria Onelli

15 febbraio 2019

Le prime aviatrici furono donne coraggiose che dimostrarono il loro valore anche senza una legge sulle “quote rosa”.

                                                               

Quando mi fu chiesto di esporre, in un incontro dibattito, gli aspetti sociali del servizio militare femminile, mi sentii un po’ disorientata, ma accettai di buon grado. La carriera militare era appena stata aperta alle donne, in Italia (Legge del 1999), ed era una realtà tutta da sperimentare. Fu così che mi documentai, affrontai il dibattito e l’argomento, poi scrissi un articolo sul ruolo sociale della donna soldato. 
Rimasi comunque affascinata da ciò che non scrissi: le storie di tante aviatrici, donne pilota, coraggiose e combattenti, che osarono e seppero entrare in un mondo di dominio esclusivo degli uomini, in un tempo in cui, esse, non avevano ancora accesso al voto, all’ istruzione, alle professioni. 
Non avevo mai incontrato “le donne volanti” sui libri di storia, eppure abbiamo avuto top-gun americane, tedesche, russe. Io rimasi attratta dalla storia di Marina Raskova, la prima donna pilota sovietica. Essa riuscì ad affascinare Stalin che, per lei, fece costituire ben tre unità femminili da preparare per il volo. Nacquero così tre reggimenti di cui uno adibito ai bombardamenti notturni. 
Durante la seconda grande guerra, nel 1942, i piloti della Luftwaffe scoprirono tardi che quei cacciabombardieri in picchiata o quei bombardieri leggeri, che colpivano di notte, avevano un equipaggio tutto al femminile. Studentesse e operaie, a volte neanche ventenni che, a carlinghe scoperte, nelle notti russe gelide, affrontavano il nemico senza timore. 
Per questo i tedeschi le chiamarono le “Streghe della notte”.
Esse colpirono duramente depositi di munizioni, aeroporti, ponti e nodi ferroviari. Talvolta morivano bruciate vive nei loro aerei, che fino al 1944 non avevano il paracadute. dimostrarono coraggio fisico e resistenza psichica, capacità di decisione e azione, destrezza nell’uso delle armi, ma pagarono prezzi altissimi alle condizioni di vita imposte dalla guerra e dalla clandestinità. 
L’elenco delle donne pilota è lungo, la prima è stata l’americana, Amelia Earhart, nata nel 1898, che ottenne il brevetto a soli ventiquattro anni. Sono state eroine, … non cancelliamole dalla storia.
(Art. SERVIZIO MILITARE FEMMINILE. ASPETTI SOCIALI. Pubblicato sugli Atti della 12^ Rassegna Cinematografica Internazionale “Eserciti e Popoli”, 2001. Sulla home page)

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