“Le forche caudine”

di Anna Maria Onelli

21 agosto 2019

Passare sotto le  “forche caudine”, significa essere costretti a subire una grave umiliazione, una prova o una situazione mortificante. Quest’espressione “ forche caudine”, nacque quando l’esercito romano nel 321 a.C. fu sconfitto dal popolo dei Sanniti, vicino a Caudio, tra Napoli, Avellino e Benevento.

I Sanniti, che erano una popolazione stanziatasi nella zona dell’Irpinia e del Molise, a ridosso delle montagne, ben conoscevano quei luoghi e, con l’inganno, chiusero tra due strette gole, tutto l’esercito romano, che cadde nell’imboscata.

I Romani persero la battaglia e furono i costretti a subire la loro stessa usanza, che costringeva i soldati perdenti, disarmati e denudati, a passare sotto le cosiddette forche; queste erano anche chiamate “giogo” ed erano formate da due aste piantate nel terreno e sormontate orizzontalmente da una terza, quest’ultima era collocata ad altezza tale da costringere i vinti a inchinarsi, in tal modo dichiaravano la loro sottomissione al vincitore.