Le donne “progressiste” del PD e la difesa dei diritti umani

di Anna Maria Onelli

21 febbraio 2021

Laura Boldrini, ex Presidente della Camera
Laura Boldrini, ex Presidente della Camera dei Deputati, paladina delle donne, non si scompone per epiteti come “vacca, scrofa, pesciaiola”, che un docente universitario ha rivolto a Giorgia Meloni, che è comunque donna, oltre che esponente politico. A lei il professor Giovanni Gozzini, ieri, durante una trasmissione radiofonica, ha rivolto insulti pesanti:
“Come devo chiamarla? Scrofa? Vacca? “
 
L’ha definita come:
“Una rana dalla bocca larga, una pesciaiola ignorante e presuntuosa che con ogni evidenza non ha mai letto un libro”. Lui dice che non può vedere questa gente in Parlamento, io dico che non vorrei vedere un odiatore di questo stampo insegnare all’Università. La Boldrini, e le altre esponenti del PD, che vantano di difendere i diritti umani di tutte le donne, sono troppo prese a reclamare  i propri “diritti”, all’interno del nuovo Governo Draghi. Tantomeno queste “donne progressiste” si sono  preoccupate di salvare la faccia di paladine, inviando una petizione in favore di Samira Zargari, capo della nazionale di sci alpino iraniana, il cui marito non ha concesso il permesso di partire per l’Italia e partecipare ai mondiali di Cortina. Sarebbe stato apprezzabile anche solo una lettera all’ambasciatore per rivendicare i diritti umani delle donne iraniane che sono ancora soggetti alla concessione del maschio, che sia esso un padre, il marito, un fratello, purché sia maschio.  

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