L’ Araba Fenice

La Fenice, anche chiamata Araba Fenice o Uccello di fuoco, era un uccello mitologico che aveva una particolare caratteristica, quella di rinascere, subito dopo la morte, dalle sue stesse ceneri.

La Fenice, infatti, viveva per 500 anni poi, dopo essersi costruita un giaciglio di erbe aromatiche e spezie, vi si accomodava e, cantando l’inno al Sole, sbatteva ritmicamente le ali fino ad auto incendiarsi.

Bruciava tanto da diventare cenere ma, proprio da quelle ceneri, subito risorgeva giovane e forte. E’ in questo potere di rinascere la forza del suo messaggio: “Post Fata Resurgo” – Dopo la morte torno a rialzarmi

La capacità della Fenice di risorgere dalla morte simboleggia la nostra capacità di rinascere dopo il fallimento.

Anche lo psichiatra, psicoanalista svizzero, Carl Gustav Jung, riscontrava questo legame tra il risorgere dalla morte e il risorgere dal fallimento.

Questa capacità si chiama “resilienza”, essa non ci fa abbattere dai problemi, né cogliere impreparati emotivamente di fronte alle emergenze, ma ci fa accettare con flessibilità i cambiamenti e le sfide, mantenendo il sorriso, consapevoli che, come per la Fenice, anche per noi c’é sempre una rinascita.

E’ questa certezza che ci fa reagire, ci fa mettere in moto tutte le risorse che abbiamo dentro di noi e ci fa rialzare più forti di prima

Carl Gustav Jung (1875-1961)

Molto efficace è la descrizione della “resilienza” fatta dallo  psichiatra francese Boris Cyrulnik (1937) che la citò come:

 “l’arte di navigare sui torrenti delle difficoltà della vita, risucchiati verso una cascata e sballottolati incessantemente tra le rapide..”.

Non si è mai definito con precisione che tipo di uccello  fosse, se un airone, un’aquila, un pavone, ma è certo che è presente in ogni tempo e in ogni cultura.

La Fenice, citata da Erodoto, Ovidio, Tacito, dallo stesso Dante Alighieri, era raffigurata dai Greci come un’aquila reale color oro, azzurro e rosso, con la coda formata da tre lunghe piume colorate.

Gli antichi Egizi, la rappresentavano come un airone con la corona Atef, quella indossata dal dio Osiride, o con l’emblema del disco solare. Essa comunque essa, anziché rinascere dalle ceneri, rinasceva sempre dalle acque. La Fenice che è citata anche nella Bibbia è stata  identificata dai  padri della Chiesa come simbolo della resurrezione della carne.

Coltivare l’autostima, imparare ad accettare anche le situazioni più scomode, prendere decisioni senza inutili rinvii, circondarsi del calore degli “affetti” o degli  amici sinceri, cui aprire il cuore, sono la sola ricetta per imparare la resilienza.

 

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