La volpe e il corvo. (Gaio Giulio Fedro)

17 settembre 2019

LA VOLPE E IL CORVO

Gaio Giulio Fedro è stato uno scrittore romano, vissuto nel I secolo dopo Cristo. Fu autore di celebri Favole, in cui rappresentava con un linguaggio semplice e con esempi facilmente comprensibili, un principio di verità o un insegnamento morale. I suoi protagonisti erano animali, cui attribuiva le caratteristiche del comportamento degli uomini con un doppio scopo: divertire il lettore, ma anche suggerire “saggi consigli” per vivere. Spesso le sue Favole, che tutti a scuola abbiamo studiato a memoria in latino (sic!) erano una protesta contro la società dell’ epoca.

Un giorno un corvo rubò sul davanzale di una finestra un bel pezzo di formaggio; lo prese col becco e volò sul ramo di un albero per mangiarselo in santa pace. Proprio in quel momento passò di là una volpe che, allettata dal buon profumo, alzò la testa e vide quel pezzo di formaggio prelibato.
– Buongiorno signor Corvo!- esclamò la volpe astuta – Come sei bello! Che splendide piume nere hai! Se la tua voce fosse bella come le tue penne, tu saresti certamente il re degli uccelli!-.
– Il corvo vanitoso, si sentì lusingato dalle parole della volpe e, non resistendo alla tentazione di far sentire la sua voce, aprì il becco. Il pezzo di formaggio gli cadde e la volpe prendendolo al volo se lo pappò con delizia.

Il messaggio di Fedro è ancora attualissimo: non cerchiamo sempre e comunque di essere lodati perché le parole possono essere ingannatrici e, prima o poi, potremo pentirci di averle ascoltate. Dunque non facciamoci adulare inutilmente.

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