La Shoah, il giorno della memoria, 27 gennaio

di Anna Maria Onelli

16 febbraio 2019

Il 27 gennaio è “il giorno della memoria”, per non dimenticare le vittime della Shoah. 
In ebraico, SHOAH,  significa Tempesta Devastante
Ci ricorda 6 milioni di ebrei e tutti i deportati morti nei campi di sterminio nazisti.
Dopo le LEGGI RAZZIALI del 1938, volute da Adolf Hitler e Benito Mussolini, anche in Italia, gli Ebrei non poterono più insegnare, possedere aziende, terre e fattorie, frequentare scuole italiane, sposare italiani o italiane, lavorare negli uffici pubblici, prestare servizio militare, frequentare luoghi pubblici.

Fu loro vietato di avere una bicicletta, prendere l’autobus e il tram, correre prima delle tre e dopo le cinque, andare in piscina, giocare a tennis, fare canottaggio, andare al cinema o al teatro, riposarsi nel proprio giardino dopo le otto di sera.
Ma non bastò: i Tedeschi, li rinchiusero e li isolarono nei GHETTI, veri e propri quartieri dentro la città, dove erano puniti a bastonate se camminavano sul marciapiede o uscivano dopo il tramonto.
Ancora non bastò: gli Ebrei furono fatti salire su carri bestiame, portati nei LAGER, che erano CAMPI DI STERMINIO dove gli uomini, gli anziani, le donne e i bambini che vi giungevano, venivano separati, spogliati, tatuati, rasati, vestiti di un pigiama a righe con la stella di David sul petto.
Morirono in 6 milioni per gli stenti, per la fame, per le malattie o uccisi nelle CAMERE A GAS dove venivano fatti entrare per fare la doccia, ma anziché d’acqua venivano inondati da un gas mortale.
Infine i Tedeschi per non seppellire centinaia di cadaveri al giorno, li bruciarono nei FORNI CREMATORI e ne dispersero le ceneri.
Furono i soldati russi a porre fine alla SHOAH, quando il 27 gennaio del 1944, scoprirono inorriditi quanto accadeva nel campo di concentramento nazista di Auschwitz.
Tutto questo martirio per una folle ideologia nazista: la difesa della razza!

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