La prosa… si fa immagine

Un brano di Charles Bukowski(1920-1994)  


– Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. 
Tutto quello che posso dirvi, è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. 
Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione d’impotenza. 
E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l’aria. Troppo di tutto, accidenti.-
Quando leggi un brano come questo di Charles Bukowski (1920-1994), un tedesco vissuto in America, capisci la potenza della lingua, come essa riesca a dare occhi alla tua fantasia. Charles, fu romanziere e poeta, la sua vita fu segnata da rapporti difficili con le persone, da esperienze sessuali di una notte, da un piacere morboso per l’alcol, di cui scrisse:
«Se succede qualcosa di brutto / si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello / si beve per festeggiare;
e se non succede niente / si beve per far succedere qualcosa.»

Morì a settantatre anni, stroncato da una leucemia.

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