La perdita di “ Santa Sofia”, è l’Islam che avanza

di Anna Maria Onelli

24 luglio 2020

La Basilica di Santa Sofia. Istanbul, Turchia

Chi, andando a Istanbul, non è rimasto incantato davanti alla Basilica di Santa Sofia? Era, ed è stata, per più di 9oo anni, una chiesa cristiana, dedicata alla Divina Sapienza. Fu fatta edificare dall’imperatore bizantino Giustiniano, che la inaugurò nel 537 d.C. a conclusione dei lavori durati appena sei anni. Ci lavorarono diecimila operai, furono utilizzati cumuli d’oro, marmi provenienti da ogni parte del grande impero romano, e ornamenti recuperati dai templi di Atene, Delfi, Efeso.  Quando nel 1453 gli Ottomani conquistarono la città, trasformarono la basilica in moschea; coprirono gli antichi mosaici cristiani con la calce e nascosero le decorazioni del pavimento sotto i tappeti.

Nel 1935, la Basilica divenne un museo cristiano, ne fu vietato l’uso sia come moschea, sia come chiesa. La calce e tappeti furono rimossi, riportando alla luce lo spettacolo delle decorazioni cristiane. Ora, 24 luglio 2020, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan l’ha appena ri-trasformata in moschea, realizzando il sogno dell’Islam politico in Turchia;  i musulmani turchi si preparano alla preghiera del venerdì, dopo aver nuovamente coperto i meravigliosi mosaici cristiani. Molti italiani non avvertono il problema, di fatto, la religiosità sembra attrarre sempre meno, anche se ci dichiariamo un Paese moderno, aperto a tutte le religioni. Il Papa si è limitato a sentirsi addolorato, l’Egitto e  l’opposizione turca, tiepidamente, hanno dichiarato di non essere  d’accordo. l’Italia  non riesce a cogliere la connessione tra religione e politica nei paesi islamici. E intanto l’Islam avanza. 

L'imperatore Giustiniano
La moglie di Giustiniano, imperatrice Teodora

  Se volessimo leggere oltre il fatto in sé, appare evidente come l’avanzata del mondo islamico in Occidente, sia ormai un fatto compiuto, inarrestabile, ma soprattutto, con la presa di Santa Sofia, sia “ostentabile”.  Molti diranno e allora? Io direi che merita una riflessione, il fatto che non solo in Italia ma anche nei diversi paesi europei, nell’ultimo trentennio, si sono costruite molte mosche, molti luoghi di unione e di culto al posto delle chiese.  Si sono stanziate numerose comunità straniere di origine musulmana: marocchini, albanesi, bengalesi, pakistani, egiziani, tunisini, senegalesi, macedoni, Kosovari, bosniaci. La collettività africana è maggioritaria e lo sbarco “clandestino”di giovani africani a Pantelleria e sulle nostre meravigliose coste continua, da anni, senza sosta. Io non ho mai pensato che maschi giovani e forti, anche minorenni, fuggissero dalla guerra abbandonando mogli, figli, madri, sorelle, né che venissero a raccogliere i pomodorini per farsi sfruttare impunemente. E’ solo una massiccia presenza islamica che continua silenziosamente ad avanzare, occupando sempre più spazio nelle città, nei paesi, nelle campagne. La presa di Santa Sofia è un messaggio di “rinascita”, di riappropriazione di un’identità religiosa, che rafforzerà il proselitismo islamico. Se pensiamo che l’Islam radicale non separa mai la Religione (Moschea) dallo Stato (politica), il desiderio d’integrazione di noi occidentali rimarrà ciò che è: un’illusione. L’Occidente si dovrebbe interrogare sulla necessità di instaurare un dialogo efficace con l’Islam moderato, non vorrei svegliarmi improvvisamente con “il velo”, nella giustificazione della jihad, che è la guerra santa perenne contro i non musulmani, individuata nel Corano.

Santa Sofia. La prima preghiera del Venerdì Santo. 24 luglio 2020

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