La nuova pagella di scuola primaria: vola Gigino, torna Gigetto

di Anna Maria Onelli

13 febbraio 2021

 

Mario Giordano (n. 1966), giornalista, direttore del TG4, oggi direttore delle Strategie e dello Sviluppo dell'informazione Mediaset
 Prima di essere “deposta”, l’ex ministra dell’Istruzione, Azzolina, ci ha lasciato, oltre ai banchi a rotelle, anche il nuovo strumento per redigere la pagella degli alunni di scuola primaria, ex elementare. Nella nuova pagella (legge 41/2020), accanto alle discipline, ivi ricompresa educazione civica, si cancella il voto e si esprime un giudizio descrittivo basato su quattro livelli di apprendimento: 

IN VIA DI PRIMA ACQUISIZIONE, BASE, INTERMEDIO, AVANZATO. Azzolina, ha spiegato che vi era necessità di questo cambiamento, perché per i bambini nella fascia di età, compresa tra sei e undici anni, la valutazione espressa con il voto sarebbe poco chiara, mentre questa modalità di giudizio chiarisce maggiormente e rappresenta il percorso fatto, i miglioramenti conseguiti, gli obiettivi raggiunti. Per questione di spazio riporto solo il significato del giudizio INTERMEDIO: ” l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo” . Chiaro no? Soprattutto per un bambino. Se solo, la ministra, avesse consultato qualche insegnante, qualche nonno, le avrebbero chiarito che la valutazione degli alunni di scuola elementare era stata espressa per decenni in giudizi, finché fu reintrodotto il voto nel 2009, proprio perché il voto è più diretto e chiaro, sia per l’alunno sia per il genitore. Forse le avrebbero spiegato che in questo periodo di pandemia sarebbe stato difficile tenere le riunioni indispensabili per prepararsi al cambiamento, per spiegarlo ai genitori, e sarebbe stata ancora una privazione di tempo scuola in presenza, per spiegarlo ai bambini. Risultato ? Orientarsi sui giudizi ricorrendo ancora ai voti!  È  per questo, che trovo appropriata la filastrocca che ci accompagnava da bambini: “Gigino e Gigetto stanno sul tetto, vola Gigino, vola Gigetto, torna Gigino, torna Gigetto”. La smettano i ministri incompetenti di piantare una propria bandierina sulla scuola, sovraccaricandola d’incombenze non necessarie. Alla Scuola non servono riforme di facciata che cambiano solo il “maquillage”, ma serve un Governo capace di interrogarsi su quale tipo di scuola necessita al nostro Paese e capace di tracciare chiare linee d’indirizzo, e non solo tecnologiche, ma pedagogiche.

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