La corona d’alloro sulla testa di imperatori, poeti e… neo laureati. Il mito di Apollo e Dafne

di Anna Maria Onelli

13 dicembre 2020

Gian Lorenzo Berni (1598 - 1680). "Apollo e Dafne", 1622, Galleria Borghese, Roma
La corona d’alloro sulla testa, come segno di vittoria o di sapienza, è una tradizione che viene da lontano. Furono incoronati con l’alloro i grandi imperatori, come Augusto, i massimi poeti come Petrarca e Dante. Per comprenderne il significato occorre richiamare il mito di Apollo e Dafne, descritto da Ovidio nelle Metamorfosi, una serie di 15 libri, che lui completò nell’anno 8 d.C.
Ovidio racconta che Apollo, dio del sole, della musica, della poesia e di tutte le arti, per il fatto di aver deriso il dio dell’amore Cupido (Eros), ne dovette sopportare la vendetta. Infatti, Cupido lo colpì, con una delle sue frecce d’oro, facendolo innamorare della bellissima ninfa Dafne; poi, colpì Dafne, ma con una freccia di piombo, per renderla insensibile all’amore. La ninfa era continuamente inseguita da Apollo e un giorno vedendosi perduta, poiché lui stava per abbracciarla e possederla, invocò l’aiuto di Gea, la dea della terra. Fu così che, nel momento in cui Apollo afferrò Dafne, lei subì una metamorfosi: si trasformò in una pianta d’alloro. Il corpo divenne una sottile corteccia, i piedi furono radici, le braccia divennero rami, mentre i capelli si trasformarono in fronde. Apollo, comunque innamorato, diede a quell’albero il nome greco Dáphne, che tradotto in latino divenne “laurus” o laurĕa, che indicava sia la corona di alloro”, sia la pianta di alloro e, per estensione, la vittoria. Dalla parola laurĕa, deriva il significato moderno di “laurea” (titolo di studio), mentre il “laureato” (in latino laurĕātus) è proprio colui che porta la corona di alloro. Nella scultura “ Amore e Dafne”, di Gian Lorenzo Bernini ( 1598 – 1680 ) si nota l’inizio della trasformazione di Dafne.
 
 

Lascia un commento