“La chioma di Berenice”. Come da un mito nacque una costellazione

di Anna Maria Onelli

Giugno 2022

Ambrogio Borghi, "La chioma di Berenice", 1878. Collezione privata. Belgio

Questa splendida scultura “La chioma di Berenice” fu realizzata nel 1878 dallo scultore Ambrogio Borghi (1848-1887). La statua in marmo, che richiama il mito di Berenice, è alta circa due metri; è realizzata in modo perfetto, tanto che non ci colpisce solo la chioma con i numerosi riccioli, ma il modellato del corpo così leggiadro, ma dalle curve piene e sode, con mani meravigliose dalle dita affusolate e apparentemente fragili. Il poeta greco Callimaco (310 a.C. – 235 a.C. ) raccontava che Berenice era una regina egizia, sposata al faraone Tolomeo III; questi, dopo le nozze, partì per la guerra contro il re di Siria. Lei fece voto alla dea Iside: avrebbe tagliato i suoi meravigliosi capelli se lui fosse tornato sano e salvo. Al ritorno di Tolomeo, Berenice tagliò la sua chioma e l’appese nel tempio di Afrodite dove la chioma sparì. Lui cercò ovunque la capigliatura della moglie, finché l’astronomo di corte, Canone, lo tranquillizzò dicendogli che il dio Zeus, affascinato da quella splendida treccia, l’aveva impressa nel firmamento dove oggi è ancora una delle 88 costellazioni zodiacali. “La Chioma di Berenice” è formata da un gruppo di stelle posizionate a forma di V, che si vedono in aprile a sud est dell’Orsa Maggiore.