La Candelora: da festa religiosa dell’Hippapante ad appuntamento meteorologico.

di Anna Maria Onelli

 11 febbraio 2020                                                                 

La Candelora: da festa religiosa dell’Hippapante, diventa la festa delle candele, poi si riduce ad appuntamento meteorologico.

Nel sesto secolo, fu istituita, in Oriente, la “festa dell’Hippapante” cioè la “festa dell’incontro”, per ricordare il giorno in cui Maria e Giuseppe, secondo la Legge di Mosè, si recarono al tempio di Gerusalemme a presentare il figlio Gesù, nato da appena quaranta giorni. Nel tempio, il vecchio Simeone e la sacerdotessa Anna, presentarono Gesù “come salvezza”, “come luce” che avrebbe illuminato le genti. Quando la festa raggiunse l’Occidente, si arricchì di una processione di penitenza e del rito di benedizione delle candele, simbolo di Cristo, luce che illumina. 

Le candele benedette, da cui deriva il nome Candelora, erano portate a casa dai fedeli, non solo per ricordare la festa dell’incontro, ma anche per accompagnare l’agonia di chi stava per lasciare questo mondo. Poi, le tradizioni religiose si sono impoverite, il giorno della Candelora, continua a cadere quaranta giorni dopo Natale, ma è divenuto una sorta di predizione sulla fine dell’inverno: “Quanno viè la Candelora da l’inverno sémo fóra, ma se piove o tira vènto, ne l’inverno semo dentro.”

Oggi nelle Chiese si benedicono ancora le candeline per i fedeli che, le portano a casa, poi le appendono dietro una porta, esattamente come si faceva nel medioevo, quando la candelina era messa a guardia della casa, per scongiurare le calamità, contro le streghe e il malocchio.

 

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