“La bellezza salverà il mondo”?

21 aprile 2019

“La bellezza salverà il mondo”? Questo si chiedeva il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij. Io rispondo: No, perché solo l’uomo, potrà salvare il mondo.
Sembra un bisticcio di parole ma è innegabile che oggi il termine “bellezza” ha molto a che fare con la banalità. Mi limito a considerare solo l’aspetto  che ha assunto la bellezza del corpo: “bello” è un corpo se ha un bel lato B, o un bel seno, o belle labbra, bello è un corpo se ha un torace scolpito, pettorali evidenti, gambe muscolose. Siamo riusciti a imbarbarire il termine “Bello” trasformandolo in Gnocco o Figo, che non solo sono parole poco eleganti, ma non aggiungono alcuna qualità alla bellezza. Ho sempre pensato, come ritenevano gli antichi Romani, che l’eleganza sia un valore della bellezza, pertanto mi dispiace vedere quando in Tv mettono lo “gnocco” di turno in cornice, nei salotti dei talk, a bearsi di sé, mentre, per dimostrare che esiste, egli soverchia l’altro con la parola e qualche volta con le offese.

Io non voglio dimenticare il concetto complesso che i Greci del V secolo avevano dato alla bellezza che si doveva esprimere sia nella proporzione delle forme fisiche, sia nella dignità dei comportamenti pratici: da qui deriva il forte legame che esisteva fra “bello e buono”. Il “buono” rappresentava l’aspetto morale (autocontrollo, coraggio, equilibrio interiore), che secondo i filosofi era la più alta forma d’intelligenza mentre il “bello” era la bellezza fisica, con la componente erotica e sensuale che l’accompagna.

 

"Donna allo specchio" di Tiziano (1513)

Potremmo ricorrere a qualsiasi intervento estetico, per inseguire  un’idea di perfezione, ma non dovremmo mai dimenticare che  l’ignoranza, la maleducazione, l’arroganza, il non rispetto hanno la potenza di minare la bellezza del corpo più “perfetto”. Per questo ritengo che solo noi potremo salvare il mondo se -e quando- riusciremo a ricongiungere Bello e Buono,  Estetica ed Etica, ridando alla bellezza della persona il suo vero significato.   

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