Pierre Baudelaire, il poeta maledetto (Parigi 1821-1867). La bellezza non è tutta nella perfezione

 
Mi piace molto questa immagine. 
Mi ha attratto al primo colpo d’occhio. Perché, mi sono chiesta? Bella è l’erba verde smeraldo, una distesa riposante, perfetta. Bello, aitante, elegante, è il giovane col paltò grigio, ma … l’ombrello? 
Tutto sarebbe stato troppo perfetto e noioso se l’autore non avesse inserito quell’ ombrello scuro, vecchio e sbilanciato che la fa da padrone, perché rompe la monotonia di un’immagine irreale, troppo piatta, troppo perfetta.
Pierre Baudelaire, il poeta maledetto, critico d’arte, filosofo parigino, morto a soli 46 anni, così scriveva: 
“Quel che non è leggermente difforme ha un aspetto insensibile, ne deriva che l’irregolarità, ossia l’imprevisto, la sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza”.
Baudelaire, amante della solitudine, incline al dolore, collerico e impulsivo, ammalato di sifilide, distrutto dal vino, dall’ hashish, dagli eccitanti, … aveva colto l’idea che la caratteristica della bellezza non è tutta nella perfezione.

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