L’ Orgoglio di essere Italiano, reclamato da migliaia di bandiere, nella piazza romana di San Giovanni.

di Anna Maria Onelli

20 ottobre 2019

Anna Maria Onelli. Io c'ero.
Ieri,19 ottobre 2019, è stata per me una giornata particolare, non ho mai amato unirmi ai grandi assembramenti di persone, ma non ho potuto fare a meno di andare a San Giovanni, alla manifestazione del Centrodestra, per reclamare insieme a una marea di gente composta, la libertà di pensiero, insieme all’ orgoglio di essere Italiano.
Orgoglio Italiano”, questo era il titolo della kermesse aperta dai Governatori di tante regioni: Trentino, Lombardia, Liguria, Veneto, Sardegna, Sicilia, che hanno parlato, di fronte ad una piazza di 200 mila persone, gente normale, pacifica, ma sfiduciata e stanca, proprio come me.

Un orgoglio reclamato da migliaia di bandiere, nella piazza romana. C’ero anch’ io,  per ritrovare nel Centrodestra quelle certezze e quella coerenza politica, che manca al nuovo Governo. Moltissimi erano partiti da casa il giorno prima, per raggiungere la piazza dove mostrare pacificamente, con la presenza, il proprio dissenso; si sono incontrati siciliani, calabresi, napoletani, veneziani, si sentivano parlare tutti gli idiomi di tutte le regioni. Salvini, Berlusconi, Meloni, sostenuti dal popolo, hanno chiesto di mandare a casa l’ennesimo Governo di Sinistra, non eletto dagli Italiani, mentre sui due maxi schermi compariva la scritta ”Prima gli italiani”. Essi si sono alternati sul palco per dire “NO” al Governo delle tasse, delle manette, della burocrazia, del giustizialismo fuori controllo. “NO” ad un Governo che non contrasta la grande evasione fiscale delle multinazionali e che favorisce l’immigrazione incontrollata e clandestina. Grande clamore , ha riscosso la Meloni, che ha chiesto agli alleati un patto “anti inciucio”: mai col PD né con i 5 Stelle. Il suo nome “Giorgia-Giorgia” è risuonato più volte, con coro unanime. Questo accadeva a piazza San Giovanni, una piazza romana storicamente “rossa”, dove ieri, in un clima di sicurezza perfettamente controllato dalle

  Forze dell’ordine, con la tranquillità dei negozi aperti, sventolavano migliaia di bandiere italiane verdi, bianche, rosse, all’insegna del motto “ Insieme si vince”.

Mi sono recata alla manifestazione perché con questo Governo ho visto miseramente naufragare la politica seria, sostituita dalla corsa al mantenimento delle poltrone e del potere, in nome dei quali, senza dignità, costi quel che costi, si sono uniti proprio quelli che, per diversità di opinioni, si erano pesantemente oltraggiati fino al giorno prima. E non è l’unica mancanza di coerenza di questo Governo, che mentre taglia, “ob torto collo”, 345 posti di parlamentari per ridurre i costi della politica, immediatamente emana una serie di concorsi per l’assunzione di 360 posti di consiglieri, segretari, documentaristi e assistenti parlamentari al Senato.

E’ un Governo che mentre garantisce la riduzione delle tasse, contemporaneamente ne istituisce di nuove:  sulle bevande gassate, sugli affitti a canone concordato, sui contenitori in plastica.

 Un Governo che vuole promuovere l’economia del Paese ma di fatto istituisce nuove tasse per artigiani e commercianti e il controllo sui piccoli pagamenti da effettuare con bancomat; un utilizzo che sarà più utile alle banche che non alla lotta anti evasione fiscale, visto che non si toccheranno le grandi multinazionali e i grandi evasori. Ma la spinta a partecipare, l’ho ricevuta dall’ultima provocazione di Grillo: mentre il Governo propone di far votare i 16 enni, lui toglierebbe il diritto di voto agli anziani, a partire dai 65 anni. Toglierebbe il diritto di parola e di pensiero proprio a quelli che dovranno continuare a lavorare fino a 67 anni, che dovranno continuare a pagare le tasse. Se Grillo rileggesse la Costituzione si accorgerebbe  che il diritto di voto non termina con l’età, o se guardasse alla storia potrebbe costatare che, un tempo, chi era escluso dal voto era escluso anche dalle tassazioni. Trovo anche grave che coloro che si lamentano siano tacciati di fascismo o di sovranismo. Io credo che qui il vero sovranismo sia quello dell’ignoranza.

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