Il termine “Conclave” nacque a Viterbo

di Anna Maria Onelli

8 agosto 2019

Palazzo dei Papi. A sx. la sala del Conclave. A dx. La Loggia

La parola “Conclave” nacque da un atto di forza dei cittadini di Viterbo che, “chiusero con chiave”, i Cardinali, segregandoli nella sala delle udienze del Palazzo dei Papi per eleggere il successore di Clemente IV, il Papa molto amato dai Viterbesi, morto nel 1268.

I Cardinali che dovevano votare erano in tutto diciassette, ma erano talmente divisi per ragioni diverse sia politiche (filo francesi, filotedeschi, guelfi e ghibellini), sia personali e famigliari, che quando s’incontravano non riuscivano a trovare nessun accordo sul candidato da votare.

 

Le rare volte che i Cardinali  trovarono un accordo, l’incarico di essere Papa, non fu accettato:

E’ il caso di Filippo Benzi, priore, egli rifiutò tanta responsabilità e scappò chiudendosi in una grotta sul Monte Amiata; anche Bonaventura da Bagnoregio, rifiutò la sua elezione.

Bonaventura da Bagnoregio
Sala dell'Udienza poi divenuta Sala del Conclave

Il Podestà Alberto di Montebuono, insieme al Capitano del Popolo Raniero Gatti, raccolsero lo sdegno dei cittadini viterbesi che non ne potevano più di essere rimasti già da due anni senza Papa. Il 1° giugno 1270, chiusero a chiave, “clausi cum clave”, i Cardinali nella grande sala delle udienze del Palazzo dei Papi, per costringerli a decidersi.

Non solo: ridussero loro anche le porzioni di cibo e giunsero a scoperchiare il tetto della grande sala dove erano rinchiusi, che da allora prese il nome di “Sala del Conclave”.

Tuttavia, i Cardinali, potendo utilizzare altre stanze, tentennarono ancora per un anno, finché essi stessi delegarono il compito della nomina del Papa a una commissione composta di sei cardinali.

Questi, in sole due ore, elessero Papa Gregorio X che, viste le difficoltà dell’elezione, durata quasi tre anni, promulgò la costituzione apostolica “Ubi periculum”,  con cui istituì ufficialmente il Conclave e ne stabilì regole molto dure, a cominciare dal fatto che i Cardinali, nel periodo delle elezioni dovessero rimanere isolati dal mondo, per non subire pressioni esterne.

Papa Gregorio X e l'Istituzione del Conclave

Come mai le elezioni del Papa si facevano a Viterbo?

Perché il Papa Alessandro IV (n.1254 – m.1261) non benvoluto dalla borghesia romana ma neanche dal popolo, aveva trasferito la sede papale da Roma a Viterbo. Il Capitano del Popolo, Raniero Gatti, ampliò la struttura che ospitava la Curia vescovile e creò un nuovo palazzo, degno di accogliere un Papa.

E’ l’odierno Palazzo dei Papi. Lo fornì di una grande sala per le udienze, cui si accede dalla grande scala esterna, terminata nel 1267; questa conduce al portale sormontato dallo stemma di San Bernardino e da una mensola che regge la statua di un piccolo leone.

Sotto questa mensola si vede una lapide quadrata posta per commemorare Raniero Gatti, che, a destra del portale, aveva fatto costruire, nel 1267, la “Loggia delle benedizioni” da cui il Papa si affacciava per benedire il popolo.

Nel 1325, il tetto e la struttura ad archi a sesto acuto, poggianti su sei colonnine, con archi trilobati, posti sul lato opposto e uguali a quelli visibili nella foto, crollarono Da allora la Loggia è rimasta  senza tetto“, a cielo aperto”. 

La "Loggia delle Benedizioni"

Il Papa che riportò definitivamente la sede del Papa a Roma fu Martino IV, eletto il 22 febbraio 1281. Egli, subito dopo l’elezione, abbandonò Viterbo.

Quello fu il primo Conclave della storia e fu anche il più lungo, infatti, durò ben tre anni, dal 1268 al 1271.

Il Quartiere medioevale di San Pellegrino
Le Terme dei Papi
Il Duomo di Viterbo

Ancora oggi il termine Conclave indica sia il luogo, dove i Cardinali, in clausura, procedono all’elezione del Papa, sia l’insieme di tutti i Cardinali che prendono parte al Conclave.

Palazzo dei Papi è, ancora oggi, insieme al Duomo adiacente, il monumento più importante di Viterbo. Viterbo è una ridente cittadina di provincia, che conserva non soltanto le vestigia di una fiorente vita medioevale ma numerose ricchezze naturali legate ai Monti Cimini, alle acque solfuree e alle Terme.

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