Il significato dei colori e come abbinarli. Kandinskij

di Anna Maria Onelli
27 marzo 2019
Vasily Kandinskij, "Giallo, rosso, blu", 1925

Ho sempre amato i colori e ho imparato a sceglierli con cura sia nell’abbigliamento sia nell’arredo dei miei spazi. Li amo per il loro significato e le idee che comunicano, li amo per la consapevolezza che influenzano molte nostre funzioni vitali. Hanno effetti sull’appetito (durante i test, nessuno vuole assaggiare un riso colorato di blu); hanno effetti sull’umore (vestirsi di giallo alleggerisce i pensieri negativi), arricchiscono il linguaggio (gli eschimesi usano ben cento definizioni diverse per descrivere le gradazioni del bianco della neve) Uno sguardo all’arcobaleno rende chiaro come dalla combinazione dei tre colori rosso, giallo, blu (detti primari) nascano tutti gli altri colori (ad eccezione del bianco e del nero che sono considerati non-colori).
Il pittore russo, Vasilij Vasil’evič Kandinskij (1866-1944), era convinto che i colori fossero simili ai suoni, che la pittura fosse simile alla musica. Egli si accorse che, quasi tutti i suoi studenti, quando dovevano associare una forma a un colore primario, associavano il cerchio al blu, il quadrato al rosso e il triangolo al giallo. Da questa costatazione, nel 1925, nacque la sua famosa opera “Giallo, rosso, blu”, un quadro astratto, in cui i protagonisti sono i colori che si liberano dal disegno per diventare essi stessi una forma privilegiata.
Kandinskij fu il padre dell’astrattismo, corrente pittorica in cui l’artista non descrive la realtà (ciò che vede), ma esprime il sentimento che prova (ciò che sente).

                                                          I colori parlano: il rosso, il bianco, il giallo, il blu, il nero, il viola. 

Le diverse culture presenti nel mondo attribuiscono ai colori diversi significati, che spesso sono rimasti immutati nei secoli: nel Medioevo l’orgoglio e la lussuria erano rossi, l’invidia gialla, la vanità verde, la pigrizia bianca, la collera e l’avarizia erano nere.
Il rosso, il bianco, il nero, sono stati fino ai giorni nostri i simboli del potere: il rosso usato per le ideologie comuniste e di sinistra, il nero ha rappresentato il fascismo, il bianco la democrazia. Sono stati i tre colori presenti in numerose fiabe: Biancaneve mangia la mela rossa, offertale dalla strega con il mantello nero. In Esopo: c’è il corvo nero, che fa cadere l’uva bianca, che è afferrata dalla volpe rossa.
Il colore rosso si lega all’amore e alla passione, ma richiama anche la rabbia e l’aggressività per questo diciamo sì alle rose rosse, alle decorazioni natalizie, all’abito dei cardinali, ai cartelli stradali di pericolo, ma un bel no alle pareti della nostra casa dipinte in rosso.

Il bianco è il simbolo della purezza e del candore, dell’igiene e della pulizia. Usato per gli abiti da sposa, per quelli del battesimo o della prima comunione, ma anche per i camici ospedalieri, per i farmaci, per i prodotti d’igiene. Il bianco rispecchia la lealtà, il cambiamento: chi ama il colore bianco propende ad avere un’alta fiducia negli altri. Arredare unendo il colore bianco, con il marrone del legno e il blu dona all’ ambiente un senso di calma e sicurezza. 
Il bianco è il simbolo della spiritualità: in Cina è il simbolo del lutto, non perché rappresenti il dolore, piuttosto indica il cammino del defunto verso la purezza. Ci riferiamo al colore bianco in alcuni modi di dire: “Una bugia bianca” perché detta a fin di bene, una “colomba bianca” come simbolo di pace, una “bandiera bianca” come simbolo di resa, una “morte bianca”, come una morte improvvisa…

Nel Medioevo il giallo era il colore dei bugiardi

IL GIALLO, IL BLU, IL NERO, IL VIOLA.

Giallo. Il colore della luce e dell’oro, quindi della prosperità, del grano maturo, della ricchezza e dell’abbondanza. Il giallo oro, usato nei mosaici per dare il senso del divino, è stato utilizzato nell’abbigliamento da faraoni, da re, da sovrani. Nel Medioevo, non era un colore gradito, infatti, il giallo era il colore dei bugiardi, di chi si voleva escludere dalla società. Per identificare un truffatore nel Medioevo gli fu dipinta la casa di giallo. Gialla era la casa degli esclusi come gialla era la stella che i nazisti fecero cucire sugli abiti degli ebrei. Il giallo, in Francia, simboleggia l’infedeltà, in Russia è associato alla gelosia. In Cina è un colore molto apprezzato, il più bello; di giallo sono stati decorati palazzi reali e templi. Il giallo è il colore dell’equilibrio e della buona fortuna. Solo l’imperatore poteva vestire di giallo.

 

Il blu richiama la serenità

Il blu è un colore talmente rassicurante da essere associato all’ idea di salute, di benessere; richiama sensazioni di tranquillità, serenità, per questo, nei toni più chiari, è utilizzato per dipingere le stanze d’ospedale, gli studi medici; il blu chiaro è usato per i liquidi disinfettanti, nei filtri per purificare l’acqua, o nelle confezioni di tranquillanti.

Nel codice stradale il blu indica ciò che è consentito. E’il colore simbolo della pace per questo identifica i caschi blu del’ONU e le bandiere delle grandi organizzazioni.

In Europa se hai il “sangue blu”, sei nobile. In Giordania, e nel linguaggio arabo parlato il blu assume connotazioni negative. Infatti, nei Paesi Arabi, il blu è il simbolo dell’odio.

 

Il nero e il viola, i colori del lutto

Il nero un po’ in tutto il mondo ha un’accezione negativa, infatti, è collegato alla depressione (“vedere nero”), alla rabbia” (ti faccio nero”), al pessimismo (“venerdì nero”, “mercato nero”), all’infelicità, al lutto (“magia nera”), ma anche all’ufficialità: l’abito da sera dell’uomo è nero, nero è anche l’abito elegante della donna, nere sono le automobili di rappresentanza,…Anche il viola, come il nero è il simbolo del lutto. E’ usato dalla chiesa cattolica per i paramenti liturgici dell’Avvento o della Quaresima. È il colore della magia e del mistero, qualcuno l’ha definito il colore dei suicidi. Non è un colore da indossare per andare a teatro o durante gli spettacoli televisivi; sembra che porti sfortuna agli attori. Forse perché nel Medioevo, durante la Quaresima, caratterizzata dagli arredi sacri color viola, in città erano vietati gli spettacoli pubblici, quindi vi era un mancato guadagno per le compagnie teatrali e per gli attori che, in seguito, hanno bandito il viola da ogni spettacolo. Gli amanti del viola sono persone sensibili e di buon gusto ma tendono a “volare con la testa tra le nuvole”.

 

I COLORI PRIMARI

Il rosso, il giallo, il blu sono definiti colori primari perché dalle loro combinazioni si ottiene qualsiasi altro colore che viene chiamato colore secondario (viola = rosso+blu; arancione = rosso+giallo; verde = blu+giallo; marrone = rosso+giallo+nero;). Anche il bianco e il nero, pur essendo considerati, “non colori” sono primari perché non sono componibili ma creano altri colori (rosa = rosso+bianco; celeste = blu+bianco) Le combinazioni possibili sono infinite basta variare una piccolissima quantità di colore per ottenere toni diversi. I colori di tono caldo hanno sempre una base di giallo e di rosso (però non il rosso scuro o carminio). Sono colori caldi: giallo, arancione, rosso, marrone, verde (se, sul blu, prevale il giallo). Sono colori freddi: blu, celeste, viola, verde (se, sul giallo, prevale il blu), rosa. Quando notiamo della “stonature” negli abbinamenti dei colori, degli oggetti, degli abiti, delle pareti di una stanza,  abbiamo accostato  colori composti di tono caldo a colori di tono freddo. Certi abbinamenti “stonano”, pertanto diciamo No ad unioni come: arancione/rosa; viola/verde caldo; celeste/arancione; marrone/verde freddo; viola/arancione.

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