Il mito di Narciso

J.W.Waterhouse, "Narciso e la ninfa Eco", 1903,Walker Art Gallery, Liverpool

Nella mitologia greca, Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, era un cacciatore bellissimo. 

La madre, preoccupata per voler mantenere in eterno la bellezza del figlio, consultò l’oracolo Tiresia, che così rispose: “Narciso vivrà fino a tarda età purché non conosca mai se stesso”. Narciso, crescendo, divenne talmente bello da far innamorare chiunque lo guardasse, ma era anche talmente crudele da rigettare con disprezzo chiunque gli dimostrasse amore.  

Disdegnò anche la ninfa Eco, che di lui si era follemente innamorata, e la costrinse a vagare per tutta la vita nelle valli, dove lei divenne soltanto una voce inquieta, un eco che rispondeva ai richiami. Narciso non si curò della sua sofferenza. Per questa ragione la dea della vendetta, Nemesi, affinché si realizzasse la predizione di Tiresia, condannò Narciso a specchiarsi in un laghetto.

Egli, vedendo la sua immagine riflessa, se ne innamorò perdutamente e, per accarezzarla, morì, cadendo nelle acque in cui si specchiava. 

In quel luogo spuntarono fiori bianchi e gialli, cui fu dato il nome di narcisi. Il termine narciso deriva dalla parola greca narke, che significa “stupore”, lo stesso stupore che Narciso provò quando si vide riflesso nell’acqua per la prima volta. Il troppo amore per se stesso rese impossibile a Narciso ogni forma di rapporto con l’altro. Ancora oggi, nella coppia, un narcisista è un egoista disinteressato che nella relazione potrà creare difficoltà e dolore per la sua incapacità di comunicare e di ascoltare i bisogni della compagna.

 

 

 

IL MITO DI NARCISO VIVE ANCORA?

Un dettaglio del Narciso di Caravaggio, 1597-1599, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Certo che sì. Il mito vive ancora. Vive, perché come tutti i miti, ha una sua logica interna, con cui giustifica ciò che la nostra ragione non riesce a comprendere. In questo caso Narciso rappresenta l’incapacità di amare, di comunicare, di interessarsi all’ altro e un modo di infliggere sofferenza. Il mito di Narciso non è mai morto, piuttosto si è adeguato ai tempi: la nostra società celebra il narcisismo, esaltando la bellezza e la perfezione, quindi utilizza i “media” (mezzi di comunicazione come facebook, twitter, instagram, …) e il web come stagno moderno, in cui far riflettere quel  selfie, con l’immagine di noi che c’innamora. E’ un modo per non essere condannati alla solitudine, al silenzio e all’insignificanza.

Quello di Narciso è un mito di cui esistono molte versioni. Nel mondo romano ne parlò Ovidio (Le metamorfosi), in quello greco, Pausania, nel II secolo d.C. In una ricca Domus di Pompei, distrutta dall’ eruzione vulcanica del 79 d.C., durante un ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, è stato appena ritrovato un affresco raffigurante il mito di Narciso e sappiamo che non era il solo. 

E’ un mito che ha attraversato centinaia di generazioni, ha ispirato i grandi artisti della pittura (Caravaggio, Salvador Dalì, …), della letteratura (Oscar Wilde, con Il ritratto di Dorian Gray), della musica, del cinema. 

Gli stessi termini, narcisismo e narcisista, li utilizziamo correntemente per indicare qualcuno che ama solo se stesso. Si tratta di un atteggiamento, che se è portato all’estremo, potrebbe evolvere in una vera e propria patologia mentale, detta sindrome narcisistica o disturbo narcisistico di personalità.

Se, chi ne soffre, decide di  interessarsi a te, ti corteggerà serratamente ricoprendoti di  doni, riservandoti solo belle parole e  lusinghe. Egli impiegherà  tempo e denaro per convincerti che tu sei l’unica, la migliore.  Poi, mentre ti senti al settimo cielo, egli improvvisamente sparisce o inizia a dimostrarti la sua delusione perché dice di averti idealizzato, tu non sei come lui credeva. Ti suggerirà come rinnovarti e, se non lo farai, si arrabbierà e deciderà di punirti.

 Ai complimenti, che  comunque spariscono presto, subentrano le critiche di svalutazione della tua persona. Il narcisista ti svaluta prima all’interno della coppia poi tra gli amici, di fronte a tutti, pubblicamente. Purtroppo  gli insulti diventeranno il modo in cui egli ti  rivolgerà la parola.

 

UN PARTNER NARCISISTA?

NO GRAZIE.

Avere una relazione con un partner narcisista, sia esso uomo o donna, è sicuramente difficile, se poi il suo narcisismo si è trasformato in patologia mentale,  non sarà in grado di accettare alcuna critica, o di ammettere i propri errori, anzi, la colpa dei propri errori sarà sempre la tua. E quando passerà da stati di grandiosità a stati depressivi, puoi anche convincerti che ha bisogno del tuo supporto e della tua tenerezza ma non puoi illuderti perché egli, presto, riprenderà il suo atteggiamento egoistico e disinteressato. 

Per confermare l’immagine che ha di sé, il narcisista è in grado di mettere in atto azioni manipolatorie e sleali, senza nessuno scrupolo morale. Nel momento in cui ti farà sentire sbagliata, confusa e sola, sostanzialmente infelice, potrai anche decidere di sopportare la perdita della tua autostima e di non chiudere la relazione, ma non illuderti mai di poterlo cambiare.