Il mito di Medusa

di Anna Maria Onelli

10 settembre 2019

Benvenuto Cellini, Perseo con la testa di Medusa, opera in bronzo del 1554, collocata sotto la Loggia dei Lanzi, in piazza della Signoria a Firenze.
Particolare della testa di Medusa dopo che è stata mozzata.

Medusa, nella mitologia greca, era una delle tre Gorgoni, figlie di divinità marine. Esse avevano il potere di trasformare in statua chiunque avesse incrociato il loro sguardo. Erano raffigurate come donne orrende, con un grande viso rotondo, talvolta con una corta barba ruvida, una bocca con zanne suine e una massa di serpenti per capelli; con il passare dei secoli, esse furono rappresentate come ragazze bellissime, pur mantenendo i serpenti al posto dei capelli.

Il re tiranno, Polidette, per liberarsi di Perseo e sposarne la madre Danae, lo mandò a uccidere Medusa, che era l’unica delle tre sorelle a non essere immortale. Perseo, con l’aiuto della dea Atena, prima imparò a riconoscere, fra le tre, chi era Medusa poi, trovato il luogo dove esse dormivano, guardandole attraverso il loro riflesso nello scudo magico, che gli aveva donato Atena perché non rimanesse pietrificato, si avvicinò e tagliò la testa a Medusa.
Dal corpo decapitato uscirono i due figli che la gorgone aspettava da Poseidone: il gigante Crisaone e il cavallo alato Pegaso, in groppa al quale Perseo fuggì.
Egli portò con sé, in un sacco, la testa mozzata di Medusa che utilizzò come arma contro i nemici, poiché essa aveva mantenuto il suo potere di pietrificare con lo sguardo.
Molti studiosi ritengono che il mito di Medusa rappresenti quella parte crudele che è dentro di noi e che dobbiamo controllare con la forza della nostra coscienza. Si racconta che, a contatto con la testa della Gorgone, anche le alghe si pietrificarono, e da esse ebbe origine il prezioso corallo, detto in grecogorgonion”. 
Caravaggio, Scudo con la testa, appena mozzata, di Medusa, 1598. Galleria degli Uffizi, Firenze.
I vasi.
La bandiera siciliana risale al III secolo a.C. ed è una delle più antiche al mondo. Si raffigura con una “trinacria” che rappresenta un essere con tre gambe al centro del quale vi è il gorgoneion, il volto della Gorgone più famosa della mitologia greca: Medusa.
Un tatuaggio dei nostri tempi.
I serpenti al posto dei capelli.
I serpenti al posto dei capelli, questa è la particolarità della testa di Medusa, che dall’ VIII sec. a.C.è oggetto di raffigurazioni scolpite o dipinte, sui muri dei templi e delle case, sugli scudi, per intimorire i nemici, perché, come tutti gli esseri mostruosi dell’antichità , anche Medusa aveva un preciso scopo: proteggere contro i malefici. Le culture primitive creavano esseri più mostruosi possibile perché credevano che “ciò che è orrido, scaccia l’orrido”. Così la testa di Medusa continuò nei secoli ad essere raffigurata sui vasi, su collane e bracciali, perfino sulla bandiera siciliana; è ancora molto tatuata sul corpo, come simbolo di magia, di trasformazione, di libertà.

 

La Cattedrale di Notre Dame, Parigi

 

 

 

L’usanza di utilizzare i mostri per scacciare i demoni fu copiata dalle chiese cristiane che, soprattutto nel medioevo e nel settecento, scolpirono mostri sulle loro porte e sulle strutture delle chiese.

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