Il Duomo di Amalfi. Sessantadue gradini per giungere alla porta d’ingresso

di Anna Maria Onelli

3 settembre 2019

                                                                                             Il Duomo di Amalfi

 

Il Duomo di Amalfi o Cattedrale di Sant’Andrea, perché conserva le reliquie di questo Santo, si trova al centro della città. Si raggiunge la porta d’ingresso in bronzo, risalente al secolo XI, attraverso sessantadue gradini. La Cattedrale, costruita a partire dal IX secolo, è ancora bellissima, con i suoi diversi stili architettonici: il Romanico del Campanile, il Barocco e il Rococò, le impronte arabo-bizantine.

Prima dell’anno mille, Amalfi, era una città costiera soggetta agli assalti dei pirati, pertanto i suoi cittadini dovettero imparare presto a organizzare la loro difesa. Già nell’estate dell’ 849 una flotta, costituita dalle navi di Amalfi, Napoli, Sorrento e Gaeta, sbaragliò una flotta di navi saracene, che stavano per sbarcare a Ostia con l’intento di saccheggiare Roma. Amalfi divenne così brava nella difesa che, nei secoli X e XI, passò all’offensiva: partecipò alle crociate, combatté contro le altre grandi città marinare come Genova, Pisa, Venezia.

Emblema araldico della Marina militare, con gli stemmi delle quattro
grandi Repubbliche Marinare: Venezia, Pisa, Genova, Amalfi.

Amalfi, Genova, Pisa, Venezia furono le quattro grandi città portuali che nel Medioevo grazie al loro commercio marittimo ebbero ricchezza e autonomia politica. .

Città marinare minori

Ebbero medesime caratteristiche di ricchezza e indipendenza, anche città costiere minori come Gaeta, Nola, Napoli, Sorrento, Ragusa, Ancona. Nessuno di questi Stati si è mai definito una repubblica marinara semplicemente perché questo termine non esisteva, essendo entrato in uso solo nell’Ottocento, ma possiamo affermare che tutte furono Repubbliche Marinare.

Queste città combatterono anche contro i musulmani strappando loro la supremazia navale e il controllo delle rotte nel Mediterraneo. Gli amalfitani raggiunsero L’Etiopia, l’Egitto, l’Oriente, dove crearono colonie per importare spezie, tessuti pregiati e pietre preziose. Amalfi, attorno all’anno mille, aveva una grande ricchezza economica, autonomia politica, una propria flotta di navi, una propria moneta accettata in tutto il Mediterraneo. I suoi mercanti usarono monete coniate in oro, favorirono i progressi tecnologici nella navigazione, infatti, introdussero le Tavole Amalfitane, un codice che raccoglieva le norme del diritto marittimo rimasto valido per tutto il medioevo

Monumento a Flavio Gioia.

Ancora oggi, Amalfi vanta tra i suoi concittadini, Flavio Gioia, l’inventore della bussola. Qualcuno afferma che in realtà Flavio Gioia non sia mai esistito, che la bussola sia stata importata dalla Cina, tuttavia concede agli Amalfitani il merito di averla utilizzata per primi.

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