Il “bazooka di Conte” come gli “aerei di Mussolini”, e le “vacche di Fanfani”

di Anna Maria Onelli

4 novembre 2020

A primavera il premier Conte annunciava un “intervento poderoso” in denaro, sparato come una pioggia di fuoco sugli italiani. Peccato che il bazooka non ha funzionato e dopo tanti mesi ancora diciassette milioni di persone non hanno ricevuto un euro. I vincoli e i lacci burocratici hanno reso difficile, se non impossibile, l’accesso ai crediti e ai vari, spesso inutili bonus, e ora, in questa seconda fase di pandemia, Conte annuncia ancora stanziamenti poderosi. Naturalmente dentro ci saranno gli stessi soldi promessi e mai distribuiti.

Un’abitudine politica quella di mostrare al popolo, più volte, la stessa cosa. Questi soldi annunciati e sventolati da lontano sono come gli “aerei di Mussolini”: sempre gli stessi, spostati nei diversi aeroporti, dove il duce passava in rassegna per contare le forze aree con cui l’Italia sarebbe dovuta entrare in guerra. Assomigliano anche alle “vacche di Fanfani”: sempre le stesse che il democristiano Amintore Fanfani, più volte presidente del Consiglio, aveva visto in ogni fattoria, quando si recò, nel 1961, a visitare la Calabria. 

Il fatto era che i dirigenti democristiani, per convincere dello sviluppo agricolo facevano spostare i bovini, sempre gli stessi, che precedevano il presidente, in ogni tappa, lungo il percorso della sua visita. Ora come allora, la politica è la stessa: tende solo a convincere del successo delle politiche di governo. Se poi non sono efficaci, non importa.

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