Fernando Botero: “I Danzatori”, 2013

SOLO OGGI APPREZZO FERNANDO BOTERO.

Quando conobbi i quadri di Fernando Botero, pittore, scultore, e disegnatore colombiano, rimasi colpita dalle forme grandi, sproporzionate, irreali dei personaggi che raffigurava. 
L’artista, oggi ottantaseienne, mi sembrava volesse esprimere l’idea del mondo che aveva da bambino. 
Grandi e irreali erano anche le sue sculture. Spesso scolpiva mani enormi, perché in un terribile incidente stradale che lo segnò per la perdita del figlio, egli perse anche l’ultima falange del mignolo della mano destra. 
Ha subito per anni una critica ostile, il fallimento di più matrimoni e di molteplici mostre, oggi è un pittore quotato, proprio per questa sua modalità di dipingere opere irreali, in cui stende il colore in modo piatto e uniforme, senza contorni o ombreggiature. 
Ciò che mi colpisce di lui è la sua capacità di prendere le distanze dai suoi soggetti. Toglie loro la parte interiore, toglie “ l’anima”, infatti non ci fa entrare in quegli occhi “fissi”, persi nel vuoto, occhi che forse osservano ma che non “guardano”. 
Non lo capivo, ma oggi…mi piace.

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