E’ tornato “l’anello al naso” .

di Anna Maria Onelli

20 dicembre 2019

                                                                                                                       Ragazze celebri

Se in Africa e in Oceania , è piuttosto comune che uomini e donne portino l’anello al naso, come ornamento; se gli anelli al naso, si usano con un significato simbolico e differente nelle culture indiane, africane e in alcune culture musulmane, in Europa portare l’anello al naso è sempre stato segno di una condizione inferiore.

Infatti, nella Roma antica, l’anello al naso lo portavano gli schiavi , come segno di sottomissione, un’assonanza con il bestiame che, tirato per l’anello, poteva essere condotto dove si voleva.

Portare l’anello al naso significava essere al giogo, essere sottomesso a qualcun altro. Infatti, ancora usiamo l’espressione “io non porto l’anello al naso”, per dire che non sono stupido o imbranato e non mi faccio prendere in giro.

Riconosco che qualcosa deve essermi sfuggito se oggi, belle ragazze, mostrano fiere il loro anello al naso. In Europa, Italia compresa, è rinverdita questa moda, anche detta “septum piercing”, già in vigore negli anni ’90. Io credo che va fatto un uso personale e consapevole delle mode perché, si sa, esse hanno un solo scopo: svilire le personalità e appiattire le identità. Né trovo interessante bucarsi il naso per infilarci un anello che non esalta la bellezza, né accende la personalità, piuttosto mortifica entrambe.

Rispetto i diversi valori e le tradizioni che questa pratica ha nei paesi di origine ma, nella nostra cultura europea, se qualcuno ha capito qual è stato il passaggio che mi sono persa tra anello, come simbolo di sottomissione o di stupidità, e anello come simbolo di libertà, sorvolando sull’igiene, me lo dica.

 

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