Dopo sette anni, Enrico Letta è tornato dalla luna 

di Anna Maria Onelli

17 marzo 2021

Enrico Letta, nominato, il 14 marzo 2021, segretario del Partito Democratico

Con le dimissioni di Zingaretti dal PD, il partito, ormai privo di contenuti e orfano di un leader che indicasse una qualsiasi strada, richiama Enrico Letta per nominarlo segretario. Sempre meglio dei discorsi ormai vuoti e intrisi di retorica di Zingaretti – ho pensato – poi quando ho rivisto Letta e l’ho ascoltato mi è sembrato di tornare indietro, come se per lui il tempo si fosse fermato. 

Dopo sette anni d’insegnamento in un’Università  Parigina è tornato come se fosse stato sulla luna, per ri-proporre, con la sua flemma pensosa, le ricette logore spacciate per eterno rinnovamento: lo” ius soli” come diritto di cittadinanza per i figli di immigrati, il “gretinismo” esasperato, l’innovazione tecnologica sempre declamata e mai realizzata. A ciò aggiunge la proposta di far votare i sedicenni, senza tener conto che, per avere diritto al voto i sedicenni, dovrebbero essere maggiorenni, cui consegue il diritto a sposarsi, ad avere la patente, a finire in carcere quando si commettono reati. Qual è il senso di far votare giovani, ancora alle prese con la loro trasformazione adolescenziale, con un diploma da conseguire, giovani che non si sono mai confrontati con la vita adulta e il mondo del lavoro? Non è corretto ammaliarli per sembrare un partito nuovo, aperto ai giovani, piuttosto si diano loro le stesse opportunità e diritti dei giovani europei.

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