Come Michelangelo, salvò il naso al suo Davide.

di Anna Maria Onelli

27 novembre 2019

Davide, in piazza della Signoria, a Firenze.

Era il 1504, quando a Firenze, il grande Michelangelo Buonarroti stava per terminare una grande scultura in marmo, alta più di 4 metri, raffigurante Davide, il giovane eroe ricordato nella Bibbia perché, con una fionda, scagliò la pietra che uccise il gigante Golia, un guerriero invincibile, che si prendeva continuamente gioco degli abitanti di Israele.

Ebbene, si racconta che il gonfaloniere della Repubblica fiorentina, Piero Soderini, considerato un protettore delle Arti, presuntuoso e arrogante, giudicò troppo grande il naso del Davide e invitò lo scultore a rimpicciolirlo. Michelangelo non si scompose, nascose nella mano una manciata di frammenti e polvere di marmo, salì sulla scala e, fingendo di scalpellare il naso, lasciò cadere a terra la polvere di marmo che aveva raccolto, poi, rivolgendosi a Soderini, chiese se il naso , così rimpicciolito, avesse raggiunto la grandezza dovuta. Il gonfaloniere, soddisfatto, disse orgogliosamente che , grazie al suo suggerimento, l’opera poteva ormai considerarsi perfetta!

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