Casanova, non fu solo un seduttore incallito

di Anna Maria Onelli

4 marzo 2019

Ritratto di Casanova, eseguito da Francesco Narici (1719-1783)

Il nome del veneziano, Giovanni Giacomo Casanova (1725 – 1798), evoca in noi l’immagine di un libertino dedito alle donne, infedele, bugiardo e fedifrago. Lui stesso, in un’autobiografia, descrisse la sua vita dissoluta, trascorsa all’insegna di rapporti occasionali e di scandali.

 Egli scriveva di sé: “Coltivare il piacere dei sensi è sempre stato la mia principale occupazione.” Fu al servizio di avvocati, diplomatici, cardinali, vescovi e uomini di Chiesa, ma conduceva una vita disordinata: giocava, barava e aveva un carattere così turbolento da finire per alcuni mesi in prigione a Venezia, con l’accusa di “libertinaggio”, di spregio della religione, di circonvenzione d’incapace

Ebbe relazioni non solo con ragazze giovanissime, con donne nubili o sposate, ma anche con qualche suora.

 Addirittura, quando si trovava ad Ancona, corteggiò serratamente Bellino, un “cantante castrato”. Casanova era convinto che Bellino fosse una donna e aveva ragione, infatti, Bellino era una ragazza di nome Teresa che non trovando lavoro si faceva passare per un castrato in modo da cantare nei teatri della Chiesa dove era vietato alle donne esibirsi. 

Teresa gli dette un figlio illegittimo.

Egli non fu solo un seduttore incallito ma un avventuriero che viaggiò per tutte le corti e i Paesi come nessuno fece al suo tempo: Corfù, Costantinopoli, Vienna, Dresda, Parigi, Praga, …si spinse fino in Russia. Chiaramente conobbe le figure di spicco in ogni Paese in cui era ricevuto con grandi onori: Madame de Pompadour, Jean-Jacques Rousseau , Voltaire, Wolfgang Amadeus Mozart, Benjamin Franklin, Caterina II di Russia, Federico II di Prussia,…

Casanova, laureato in diritto a Padova, fu anche un poeta e un uomo di lettere: scrisse in francese le storie della sua vita, Historie de ma vie, messo al bando nel 1800 tra i libri proibiti, oggi considerato un tesoro nazionale francese. Le storie della sua vita furono  acquistate nel 2010 a più di 7 milioni di euro, anche perché, insieme alla sua vita, vi descrisse la Francia del ‘700, un mondo che sparì con la Rivoluzione francese. 

Storia della mia vita

Fu un alchimista: da piccolo la nonna lo aveva portato da una fattucchiera per risolvere un problema di salute. Così nacque in lui l’interesse per l’alchimia, per le pratiche magiche che utilizzava, al confine tra scienza e magia. A Parigi, utilizzò rituali magici con la marchesa d’Urfè, una nobildonna stravagante con cui ebbe una relazione, alimentata dalle  grandi somme di denaro che lei gli versava per il fatto che lui l’avrebbe fatta ridiventare giovane,

Egli fu anche un militare mandato in Turchia, e come spia fu inviato in Olanda, senza che raggiungesse risultati di rilievo.

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