Anna Maria Onelli

Andiamo in “luna di miele”. Cosa c’ entra la luna con il miele.

di Anna Maria Onelli

22 novembre 2020

Partire per la “luna di miele” è come dire partire per il “viaggio di nozze”, dopo che le nozze sono state celebrate. La luna e il miele sembrerebbero non avere niente in comune, eppure molti popoli tra cui francesi, inglesi, spagnoli persino gli arabi chiamano il viaggio di nozze allo stesso modo, citando la luna e il miele. Donare il miele era di buon auspicio: gli antichi Babilonesi donavano agli sposi l’idromele, un liquore al miele, in quantità tale da durare un mese intero e favorire la fertilità; anche nell’antica Roma e durante il Medioevo, si usava donare agli sposi, l’idromele, conosciuto come la “bevanda degli dei”. Nel Medioevo era la sposa che portava con sé del miele, in quel tempo costosissimo, da consumare la prima sera di nozze, da qui deriverebbe il termine “miele”, mentre il termine “luna” sarebbe un riferimento alla donna, considerata lunare, poiché il suo ciclo mestruale, che ricorre ogni 28 giorni, ha una durata simile ai 28 giorni che la luna impiega per un giro completo attorno alla terra. Comunque sia, in ogni cultura, il termine “luna” allude certamente al primo mese di matrimonio, mentre il “miele” richiama la dolcezza massima che, secondo alcuni, caratterizza solo i primi giorni di nozze, per l’appunto un mese.