Anche la stupidità si diffonde come un virus

di Anna Maria Onelli

13 giugno 2020

Che sia inaccettabile la morte di George Floyd , l’uomo di colore americano, soffocato da un ginocchio di un poliziotto, è fuori discussione. Al grido di “Black lives matter”, cioè “le vite nere contano”, molti americani si scagliano contro la polizia e contro Trump. Alcuni violenti hanno bruciato palazzi a Minneapolis , altri hanno distrutto le statue di Cristoforo Colombo, simbolo dei bianchi che hanno rubato la terra agli indigeni. In Inghilterra si chiede di demolire le statue di Churchill , e di abbattere a Londra almeno 60 statue di personaggi giudicati razzisti; il film “Via col vento” vincitore di otto Oscar, è stato ritirato dal catalogo online; in Svizzera la catena di supermercati Migros, toglie dagli scaffali dolcetti al cioccolato perché chiamati “moretti” . A Milano il movimento dei “Sentinelli” , chiede la rimozione della statua di Indro Montanelli, perché favorevole al fascismo e durante la guerra coloniale in Abissinia, a 23 anni, si sposò con un’indigena di soli 14 anni. 

Applicare i sentimenti di oggi a fatti vecchi di ieri e voler “moralizzare” la storia, non è solo ridicolo ma anche pericoloso: ci potrebbero sparire il Colosseo, le Piramidi, le città medioevali, la stessa Italia perché il passato è fatto di guerre, di soprusi, di schiavitù. E’ dalla storia che dobbiamo imparare ad eliminare le forme di razzismo, ma non distruggendone i simboli e facendo il male, in nome del bene, altrimenti finiremo per somigliare ai Talebani, che ci avevano tanto indignato quando, in Afghanistan, distruggevano con la dinamite monumenti millenari contrari al loro credo.

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