Amedeo Clemente Modigliani (1884 – 1920)

Amedeo Clemente Modigliani (1884 – 1920)

L’artista di Livorno, conosciuto anche con il soprannome di Modì, amava molto la scultura, ma dovette abbandonarla per via della polvere che nuoceva alla sua tubercolosi.

 Smise di scolpire quelle sue particolari teste in pietra, che ricordavano le maschere africane, e si dedicò alla pittura.  caratterizzando i suoi ritratti in modo inconfondibile: volti stilizzati, colli lunghi e affusolati, da cigno, e soprattutto grandi occhi vitrei, spesso allungati, o completamente senza pupille. Il motivo? Un modo dei suoi personaggi di guardare, ma anche un invito a “guardarsi dentro”, e non solo a guardare il mondo. Pur senza pupille, sono occhi che sembrano guardarti. All’ amico pittore Léopold Survage che gli chiese perché lo avesse ritratto con “un occhio vivo e uno accecato”, Modigliani rispose: “Ti ho dipinto così perché con uno guardi il mondo, mentre con l’altro guardi dentro di te”. 

Modigliani è’ stato uno dei più grandi artisti del ‘900, morto a soli 35 anni per i postumi della tubercolosi. Per capire perché è considerato un vero “artista maledetto” vale la pena dare uno sguardo al suo rapporto con gli amori e con gli eccessi,a cominciare dall’ amore folle per  Beatrice Hastings.”

                                           I FALSI MODIGLIANI

La mostra di Palazzo Ducale, a Genova, aperta lo scorso 16 marzo, ha chiuso con qualche giorno d’anticipo, per ordine della procura genovese; sotto accusa per sospetto di falso, almeno 21 opere di Modigliani che sarebbero state vendute per cifre da capogiro, attraverso una maxi truffa che ha coinvolto anche l’America. Non è la prima beffa di risonanza mondiale, che ha coinvolto lo scultore-pittore, perché nel 1984, la direttrice del museo livornese credendo alla voce che Modigliani avesse gettato nei canali 4 sue sculture di cui non era soddisfatto, iniziò a fa dragare i canali, finché trovò tre teste di pietra, scolpite con tratti duri e lunghi tipici delle sculture di Modigliani. Si gridò al miracolo, ma fu solo una beffa colossale creata da tre studenti universitari, in vena di scherzi. E’ stato un pasticcio italiano perché tutte le opere di Modigliani, che erano state esposte nel Palazzo ducale di Genova, erano autentiche. Gli esperti stranieri avevano ricusato il parere degli esperti italiani! 

 

 

                                                                                         LA VITA BOHÉMIEN DI AMEDEO CLEMENTE MODIGLIANI 

Ritratto di Lunja Czechowska, una polacca alta, slanciata, raffinata. Viveva a casa di amici di Modigliani. Fu un amore impossibile poiché lei era già sposata.

Bohémien è un termine francese, utilizzato per la prima volta nel 1800, per raccontare lo stile di vita di scrittori, pittori, artisti in genere, che vivevano in povertà e ai margini della società nelle maggiori città europee. Come tutti i Bohémien, Modigliani non si sentiva compreso dalla società, che era vista come una sorta di prigione, perché impoveriva la volontà e fiaccava la fantasia. Anche lui, come ogni Bohémien, adottò un comportamento asociale, distruttivo, provocatorio, ribelle. Era giunto a Parigi nel 1906, abitò a Montparnasse, quartiere già noto come il luogo del genio e della sregolatezza. Condusse una vita all’ insegna  degli eccessi, fatti di solenni ubriacature potenziate dall’uso di hashish e di oppio. Si sedeva al tavolino di sconosciuti senza chiedere il permesso. Si presentava perentoriamente: «Modigliani, pittore ed ebreo». In sole due ore, faceva loro il ritratto, poi glielo cedeva  in cambio di un bicchiere di vino. 

In quell’ambiente visse per un periodo, nella stessa casa con i pittori Chaim Soutine e Marc Chagall, in tale povertà e tra tanti disagi da essere appellati come “peintres maudits” (pittori maledetti), per richiamare questa espressione egli si fece chiamare Modì. A Parigi egli sviluppò il suo particolare stile figurativo, aveva solo 21 anni e già frequentava l’élite intellettuale e gli artisti del tempo: Picasso, Gertrude Stein, Renoir, Utrillo, Gauguin, Toulouse-Lautrec, Cézanne … A Parigi nacque l’Amedeo artista, quello che sostituì la cravatta con una sciarpa di seta, tuttavia, la malattia, la povertà e l’uso dell’alcol furono elementi distintivi del disagio di Modigliani che diventava aggressivo, esprimendosi con insulti e lancio di bicchieri, se l’oste del bistrò non gli dava da bere.

                                                                                                L’AMORE TUMULTUOSO CON BARBARA HASTINGS

L’amore più turbolento lo ebbe con Barbara Hastings una giornalista inglese 35 enne, progressista e indipendente, bella, ricca, impegnata in cause sociali come il femminismo o l’abolizione della pena di morte. Con lei condivise la vita bohemien fatta di sbornie solenni e pubbliche litigate. 

Giungevano a prendersi a scopate per le scale di casa, litigando per ore, quando all’effetto del vino si aggiungeva quello dell’hashish o dell’oppio. Lui era gelosissimo e quando lei minacciava di lasciarlo si aggrappava alle sue vesti supplicandola o minacciava di gettarsi sotto il suo taxi. 

Di quell’amore tormentato, che finì per i pessimi caratteri di entrambi, restano quattordici stupendi ritratti, tra cui qualche nudo che, giudicato osceno portò, dopo solo tre ore, alla chiusura della prima mostra di Modì. I suoi nudi rappresentarono il massimo della sensualità del Novecento. Quando lui morì, a soli trentacinque anni, moltissime giovani donne accompagnarono il suo feretro. La Hastings, dopo essere passata a vivere relazioni saffiche e aver dilapidato tutti i suoi beni, morirà vent’anni dopo suicidandosi con il gas, insieme al suo topolino bianco. La sua morte passò inosservata.

 

Barbara Hastings

                                                                                                    LA BREVE RELAZIONE CON SIMONE THIROUX

Simone Thiroux

Nel 1916, ebbe una relazione con Simone Thiroux, una giovane donna medico che lo accompagnava a casa quando era ubriaco. Simone dette a Modigliani un figlio, Serge Gerard, che lui non volle mai riconoscere. 

Quando lei, giovanissima, morì di tubercolosi nel 1921, il piccolo Gerard fu adottato. Rimase comunque solo, perché quando i genitori adottivi si separarono, egli si ritirò in convento, prese i voti, e non lasciò più traccia di sé.

                                                                                                    L’INCONTRO CON JEANNE HEBUTERNE

Contemporaneamente alla relazione con la giovane Thiroux, Modigliani incontrava la donna più importante della sua vita, Jeanne Hebuterne, una giovane pittrice diciannovenne, con due occhi azzurrissimi, che lui chiamò “Coconut”, Noce di Cocco, per il contrasto tra la pelle diafana e i capelli scuri ramati.

 Lei, più giovane di quattordici anni, lasciò la famiglia che osteggiava la relazione con lo scapestrato Modì, di cui lei divenne subito amante; li unì una passione travolgente. Fu la sua musa a tempo pieno e posò per numerosi ritratti.

Lei sopportò pazientemente i tradimenti, le sbornie, la fame e gli stette vicino nella lenta agonia, nonostante lui non avesse mai voluto riconoscere la figlia che era nata, nel 1918, dal loro rapporto.

Jeanne non sopportò la fine di Modigliani e il giorno dopo la sua morte, si suicidò gettandosi dalla finestra della loro casa. Aveva solo ventuno anni ed era  incinta di nove mesi.

Jeanne Hebuterne

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